Bocce e fase 2: la parola al Professore Antonio Spataro

08/05/2020 at 09:52 Lascia un commento

professore

“Torniamo tutti in bocciofila!”. L’invito, sincero ed accorato, arriva dal professor Antonio Spataro, direttore dell’Istituto di Medicina dello Sport e medico federale dalla Federbocce, dunque perfetto per capire quali siano i benefici e quali gli eventuali rischi di riprendere l’attività in questa tanto attesa Fase 2 dell’emergenza coronavirus.

Professore, sono tantissime le persone che praticano le bocce, molte non più giovanissime. Come è stato l’impatto con il Covid 19?

“Parliamo di uno sport antico, ma con una spiccata connotazione sociale perché accessibile a tutti. Non a caso sono moltissimi gli atleti iscritti, parliamo di oltre 100 mila persone in tutta Italia. Le bocce sono particolarmente indicate per la terza età, fascia in cui sono ovviamente più frequenti patologie croniche. Una circostanza che ha purtroppo favorito molti decessi tra i nostri tesserati, temo più di cento”.

Le bocce sono così praticate anche per i tanti benefici.

“È vero, questo sport è importante a livello fisico e psicologico. La pratica regolare delle bocce permette di migliorare l’apparato cardiovascolare, muscoloscheletrico e metabolico, ma è a mio parere fondamentale l’aiuto che può dare alla nostra mente. Parliamo di uno sport di carattere competitivo e decisamente socializzante, in grado quindi di incidere positivamente su umore e autostima. Durante una partita poi si possono incontrare persone di età ed estrazione sociale diverse, evitando dunque il rischio isolamento che per molti, dagli anziani ai disabili, può essere pericolosissimo: credo che le bocce possano essere in molti casi una valida alternativa agli psicofarmaci”.

È opportuno tornare a giocare già in questa Fase 2?

“La ripresa va assolutamente favorita. Se non ci sbrighiamo avremo troppi casi di ansia e depressione. Se si seguono le indicazioni del governo, muovendosi in sicurezza, sono il primo ad incoraggiare chi pratica a riprendere, accantonando la paura. E poi le bocce non sono uno sport di contatto, si può giocare all’aria aperta, in particolare petanque e volo, ed è semplice contingentare gli ingressi. Anche nella raffa, che è al chiuso, si può tornare a gareggiare con le necessarie protezioni. L’importante è uscire dalla sedentarietà e recuperare la giusta forma fisica e mentale”.

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