Posts filed under ‘Giovani’

Il delegato FIB Pisa Carlo Lazzeroni: “Si riparte all’aperto con la Petanque. Puntiamo a un nuovo impianto in provincia”

Carlo Lazzeroni FIB Pisa

Tante idee e soprattutto tanta voglia di realizzarle: il delegato Federbocce di Pisa Carlo Lazzeroni ha uno spirito propositivo. “Mio padre giocava d’estate, al mare, e io ragazzino ero affascinato da questo gioco che mi è da sempre caro. Nel 2012 ho ripreso in mano questa passione, ho coinvolto un gruppo di amici e ho lanciato la Petanque… clicca qui per continuare a leggere su www.federbocce.it/toscana

10/07/2020 at 08:21 Lascia un commento

Il Consigliere FIB Toscana Pellegrini: “Riprendiamo a giocare. Ripartiamo da giovani, paralimpici e bocciofili di sempre”

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Luigi Pellegrini, 60 anni portati bene, gioca da oltre 50 e da 8 è Consigliere Federale Regionale. “Seguivo mio padre, a 10 anni iniziai a giocare e nel ’74 feci la prima tessera a Ponte Buggianese, mio paese natale” inizia. Da lì non ha mai smesso, ha vestito diverse maglie… clicca qui per leggere l’articolo su www.federbocce.it

07/07/2020 at 15:49 Lascia un commento

Il delegato FIB Grosseto Mauro Gennari: “Ogni boccia, un’emozione. Saremo sempre più preparati per affrontare il futuro”.

Gennari Mauro

Il delegato Federbocce di Grosseto Mauro Gennari si muove in un Bocciodromo con disinvoltura e consapevolezza. Giocatore di bocce fin dalla tenera età, interrompe una volta maggiorenne, per poi riprendere, assieme agli altri giovani di una volta, nel 2002 alla riapertura dell’impianto della sua Orbetello. E subito arrivano i risultati…clicca qui per continuare sul sito di Federbocce Toscana

29/06/2020 at 18:09 Lascia un commento

Bocce e giovani. Il Consigliere FIB Toscana Simone Mocarelli: “Passione e servizio ai ragazzi, il nostro futuro”

FOTO SImone Mocarelli (1)

Passano gli anni, i capelli imbiancano, ma lo spirito resta sempre quello di un ragazzo. Simone Mocarelli è il volto del settore giovanile della Federbocce Toscana e non solo. Da anni segue ragazze e ragazzi nel loro percorso di crescita umana e agonistica ed è un punto di riferimento per tutti, anche… clicca qui per continuare a leggere

24/06/2020 at 16:22 Lascia un commento

Il delegato FIB Firenze Stefano Bartoloni: “Riprendiamo la nostra passione. La Petanque specialità ideale per ripartire”

Stefano Bartoloni

Stefano Bartoloni è uno sportivo a tutto tondo, appassionato e competente. Una vita nel rugby, il primo grande amore, poi la fidata bicicletta per le ciclostoriche e le pedalate con gli amici, da 12 anni anche le bocce, prima come giocatore, poi come istruttore e dirigente. “Dodici anni fa un’amica mi regalò per il compleanno la tessera del neonato Petanque Club di Riparbella. Cominciai per amicizia e curiosità, e non ho più smesso” esordisce. L’inizio con la Petanque, poi l’avvicinamento anche alla Raffa con cui ha conquistato un terzo posto a squadre ai Campionati Italiani 2014. La sua passione e l’indole generosa ne hanno poi fatto un apprezzato istruttore giovanile federale e un dirigente coinvolgente e entusiasta, un ciclone talvolta, da 4 anni delegato FIB Firenze e referente regionale Petanque.

Qual è la situazione dell’attività boccistica a Firenze?

“Quest’anno abbiamo 7 società affiliate in provincia, Affrico, Campigiana, DLF Firenze, Polisportiva Il 45, PoHaFI, Sestese e Scandiccese. Da 12 anni, assieme al Comitato di Prato, organizziamo il Torneo Fiorentino, sia individuale che a squadre: si tratta di una manifestazione a tappe molto sentita e partecipata, che prevede prove individuali, a coppie o a terne distribuite sul territorio. Si delinea così una classifica per accedere alla giornata finale. Tante poi sono le gare significative che richiamano giocatori da tutta Italia: su tutte la nazionale giovanile ‘Egizio Fiorelli’ a Sesto Fiorentino, e la ‘Mario Sbrilli’ e il ‘Trofeo della Liberazione’ a Scandicci”.

Quali sono gli ultimi risultati di rilievo del Comitato di Firenze?

“A livello giovanile nel 2016 la terna fiorentina composta da Matteo Franci, Andrea Lascialfari e Jean Paul Pacini ha vinto il titolo italiano juniores, l’anno successivo Fabio Checcucci de Il 45 vinse il titolo nazionale senior. La più recente medaglia agli italiani è stata portata da una giovanissima atleta della Scandiccese, Valeria Zerboni che alla prima partecipazione all’età di 10 anni e 10 mesi, nel 2019, ha conquistato il bronzo nel tiro di precisione Under 15 femminile. Inoltre a livello paralimpico la storica PoHaFi ha nel suo palmares numerosi titoli italiani e nella Petanque nel 2016 Marco Biggi fu campione nazionale categoria D”.

Si parla di aprire sempre più l’ambiente boccistico a donne, giovani e persone con disabilità. Cosa si sta facendo a Firenze?

“Promuoviamo i progetti scolastici a cui negli ultimi anni hanno aderito diversi istituti, ci sono al momento quattro società che vantano alcuni tesserati nel settore giovanile, Scandiccese, DLF e Sestese, ma non basta. Questo inverno abbiamo iniziato un progetto anche con il Liceo Sportivo Calamandrei di Sesto Fiorentino per i più grandi. Anche il settore paralimpico è in crescita per quanto riguarda l’aspetto della disabilità intellettivo relazionale, mentre per le persone con disabilità fisica il punto di riferimento resta la PoHaFi e per la sperimentazione coi non vedenti il centro nevralgico è l’Affrico. Sul settore femminile siamo invece carenti, malgrado alcune giocatrici di rilievo e due promettenti bambine, Valeria Zerboni appunto, e Iris Facchini”.

A che punto siamo con la Petanque in Toscana?

“La Petanque, le bocce all’aperto alla francese per intendersi, è molto semplice e intuitiva. Da anni organizziamo un circuito regionale che tocca diverse realtà del territorio e che negli ultimi anni ha previsto anche il master interregionale. Si gioca in spazi aperti, parchi pubblici, e chiunque voglia provare può iscriversi. Dopo la sosta forzata siamo al lavoro per ripristinare un calendario per l’estate, coinvolgendo più province possibile”.

Come si sta ripartendo dopo il lockdown?

“Con l’ultima riapertura di Scandicci, sei società su sette sono tornate attive. Manca solo il DLF che, essendo polisportiva, risponde a diverse logiche. Gli allenamenti sono ripresi, ovviamente seguendo le regole; per l’attività agonistica aspettiamo indicazioni dalla Federazione, ma contiamo di riprendere a metà luglio”.

Qual è la sua ricetta per rilanciare il mondo bocciofilo?

“In questo momento e in questa stagione punterei molto sulla Petanque, le cui caratteristiche ben si adattano alle vigenti normative sul distanziamento e che potrebbe essere la specialità ideale per promuovere tutto il movimento boccistico. Soprattutto però dobbiamo avvicinare i giovani e le loro famiglie, cancellare gli stereotipi e proporre la disciplina come complementare e non alternativa alle altre. Lo sport bocce valorizza e forma diversi aspetti fondamentali per i giovanissimi, come la concentrazione, e può ben accompagnarsi ad altri. Chi ci si è avvicinato ne è il miglior testimone e dovrà essere il volto e il trascinatore delle bocce del futuro”.

12/06/2020 at 12:17 Lascia un commento

Il delegato FIB di Lucca Mario Rossi: “Si riparte con consapevolezza. Ora bocciodromi aperti, presto le gare”

Mario Rossi

Mario Rossi è uno dei decani delle bocce in Toscana. Più di cinquant’anni di gare in giro per l’Italia, tanti successi, ogni volta un aneddoto raccontato con leggerezza, passione e un pizzico di nostalgia. Personaggio istrionico, persona di gran cuore, ama questo sport e l’ambiente che lo circonda. Continua a giocare, ma adesso è soprattutto dirigente, delegato Federbocce della provincia di Lucca.

Lucchesia e Versilia terre di sport, terre di bocce: cosa offrono ora agli appassionati?

“La provincia di Lucca è quella col maggior numero di società affiliate Federbocce in Toscana. Sono sempre tante le gare regionali e provinciali che vengono organizzate nel corso della stagione e molti sono i partecipanti, anche se i tesserati da qualche anno sono un po’ in calo. Inoltre negli ultimi due anni abbiamo ospitato manifestazioni nazionali di rilievo. Alla Migliarina di Viareggio due primavere fa c’è stata la Parata d’élite di Raffa, con i migliori atleti e le migliori atlete da tutta Italia, oltre che un importante stage delle nazionali maschile, femminile e giovanile. Ogni anno alla Viareggina invece c’è la Coppa Parodi giovanile, una gara nazionale juniores a cui l’anno scorso abbiamo dato una connotazione sperimentale, facendo cimentare per la prima volta ragazzi da tutta Italia nelle tre specialità Petanque, Raffa e Volo, ricevendo apprezzamenti dai partecipanti e dagli addetti ai lavori”.

Come si avvicinano i giovani a questo sport?

“Bisogna attrarli costruendo per loro un percorso di crescita, anche sportiva. Da anni nelle scuole della zona vengono realizzati i progetti di Federbocce e diversi giovanissimi sono entrati nei bocciodromi, dopo essersi divertiti nelle palestre dei propri istituti. Dopo però va creato qualcosa per loro, per farli divertire con continuità stimolandoli. Si possono realizzare corsi mirati attraverso tecnici formati, come per esempio è stato fatto alla Migliarina. Una manifestazione come la Coppa Parodi poi dimostra che ai giovani piace questo sport: vederli una giornata intera sul campo a giocare, senza mai stancarsi, ci dà soddisfazione e speranza”.

Oltre ai giovani, come si avvicinano le persone alle bocce?

“Facendo capire quanto ci si può divertire. Due anni fa Federbocce rilanciò Beach Bocce, le bocce da spiaggia, con un tour in tutta Italia. Viareggio partecipò e la risposta fu positiva, con tante persone che giocarono e seguirono. La Federazione sta facendo molto per la promozione; per esempio è aumentato molto il numero di atleti paralimpici. In passato io sono stato anche tecnico nazionale CIP, e sono fiero dell’avvicinamento di tante persone con disabilità al nostro mondo”.

Come si sta ripartendo ora?

“I bocciodromi stanno riaprendo in tutta la Toscana. Nella nostra provincia per ora sono tornati attivi quelli della Garfagnana a Castelnuovo, dell’Oltreserchio a Ponte San Pietro, della Viareggina e della Migliarina a Viareggio. Osservando le regole e le disposizioni si può tornare a giocare. Presto dovrebbe ripartire l’attività federale; si spera tra 40-50 giorni di poter organizzare qualche gara anche se purtroppo non potremo realizzare la Coppa Parodi, che sarebbe giunta alla sessantesima edizione. L’anno prossimo celebreremo l’evento con una grande festa”.

Cosa c’è da fare in questo momento per ridare linfa al mondo delle bocce?

“Ora, come non mai, c’è bisogno di dirigenti aggiornati e capaci di dialogare con le istituzioni. Mai come oggi un dirigente societario ha responsabilità di ogni genere, fiscale innanzitutto. Formarsi e aggiornarsi sarà necessario per scongiurare il rischio di ridimensionarsi, se non di scomparire: le società devono essere consapevoli di questo rischio. Stiamo lavorando per ripartire e siamo fiduciosi”.

04/06/2020 at 16:55 Lascia un commento

La Tutor regionale Enza Lombardi: “I progetti scolastici sono opportunità per le società”

Enza Lombardi

Se tanti giovani toscani hanno iniziato a giocare a bocce lo devono anche al suo contributo. La Prof.ssa Enza Lombardi, fiorentina, diplomata ISEF, docente nella scuola secondaria di primo grado, è dal 2009 Tutor per l’attività scolastica di Federbocce Toscana. Giocatrice prima di Petanque, poi anche di Raffa, dal 2012 è anche nel Consiglio Federale Regionale. Notevole è stato il suo lavoro, sia progettuale che in prima linea, sul campo, per la promozione della disciplina bocce. “Abbiamo realizzato numerosi progetti, alcuni esclusivamente toscani come ‘Adesso bocce’ e ‘FIB Junior tutti in gioco’, altri nazionali come ‘Bocciando si impara’. Ora abbiamo lanciato ‘Bocce in casa’, progetto nazionale per divertirsi e imparare a casa con le bocce” esordisce.

Partiamo dall’inizio. Quanti sono stati gli alunni coinvolti nelle iniziative scolastiche di FIB Toscana?

“In questi anni sono stati tantissimi, specialmente delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Ogni anno abbiamo avuto molte adesioni, variate da progetto a progetto. Quando 1000, quando 2000, in tanti hanno potuto conoscere la disciplina bocce in tutta la Toscana”.

Qual è la finalità comune dei diversi progetti che si sono susseguiti nel corso degli anni?

“Vogliamo sostenere la pratica motoria intesa come percorso formativo per i giovani. Lo sport bocce, per le sue caratteristiche, è ottimo per promuovere il processo di alfabetizzazione motoria e di educazione sportiva. In questo modo possiamo dare visibilità alla nostra disciplina”.

Quali sono le peculiarità che rendono lo sport bocce ottimo per la scuola?

“Le bocce sono uno sport accessibile a tutti e adattabile a vari ambienti, ideale per includere tutti gli alunni, femmine, maschi, bambini e bambine con disabilità. Sono uno sport di precisione, che consente lo sviluppo della coordinazione neuromotoria e oculo-manuale. In sintesi consentono in età evolutiva uno sviluppo psicomotorio armonioso, il miglioramento della consapevolezza corporea, ma anche l’incremento delle competenze sociali finalizzate all’inclusione”.

Come si lavora per coinvolgere gli istituti nei progetti di Federbocce?

“Come Federazione diffondiamo il progetto alle società, con quelle interessate poi individuiamo l’istituto scolastico di riferimento e lo presentiamo. Federazione e società individuano l’istruttore che, assieme a società e istituto, stabilisce i tempi e i modi di intervento fino a organizzare, possibilmente, una giornata al bocciodromo”.

Le scuole apprezzano i progetti di Federbocce?

“Il riscontro di docenti e dirigenti scolastici è sempre stato positivo. I progetti nazionali FIB hanno l’approvazione del MIUR e del CONI, che ne legittimano il valore”.

Chi sono gli operatori che nella pratica realizzano il progetto?

“Sono istruttori giovanili ed educatori sportivi scolastici, figure su cui la Federazione Italiana Bocce punta molto. Ogni anno realizziamo corsi di formazione per queste figure, in cui svisceriamo tanti aspetti, da quelli psicopedagogici alla capacità di coinvolgere gli alunni con disabilità, fino a proporre giochi propedeutici ed esempi pratici di attività sia per la palestra che per il bocciodromo. Per FIB Toscana ho realizzato un manuale per gli istruttori, una piccola guida con esempi di percorsi da realizzare negli istituti, suddivisi per varie fasce d’età”.

Quali sono i risultati di questi progetti?

“Sinceramente, sulla base dell’impegno profuso, confidavamo di vedere più giovani e giovanissimi nei bocciodromi. In questi anni abbiamo notato che nella catena che parte dal progetto scolastico e arriva al tesseramento di nuovi giovani c’è un anello debole. Spesso la difficoltà arriva al momento in cui il compito promozionale della Federazione si esaurisce e l’attività deve essere completamente proseguita dalle società. Non tutte hanno un’organizzazione capace di accogliere e coinvolgere i giovani”.

Quali sono gli ostacoli da superare?

“Intanto le società non devono aspettarsi che la Federazione porti loro i giovani. La Federazione sostiene e finanzia la promozione, dà visibilità alla disciplina e alla società, che però poi deve proseguire facendo un investimento a lungo termine, impiegando i propri istruttori e i propri spazi per portare avanti i più piccoli, farli appassionare e crescere, senza aspettarsi un ritorno immediato. Diverse società hanno agito con lungimiranza, creando bei gruppetti di ragazzi, altre invece hanno perso delle ottime opportunità. I giovani sono un patrimonio da non disperdere: questo concetto ancora non è stato recepito da tutti i dirigenti delle ASD boccistiche”.

Come è la promozione scolastica delle bocce ai tempi del Coronavirus?

“Federbocce ha lanciato il Progetto Bocce in Casa, un’idea innovativa per la didattica motoria a distanza attraverso le bocce e i suoi gesti tecnici di base. Il progetto, che mi ha visto partecipato, ha ricevuto apprezzamenti dal MIUR e dal CONI. Tante scuole in tutta Italia, diverse anche in Toscana, hanno aderito, seguendo le indicazioni per creare le proprie bocce di carta o cartapesta a casa e poi realizzando i giochi e gli esercizi consigliati. Le adesioni sono ancora possibili, pertanto stimolo alla partecipazione anche altre società e istituti”.

01/06/2020 at 19:21 Lascia un commento

I CAB, le nostre eccellenze: Cortona Bocce

Cortona Bocce

L’ASD Cortona Bocce, da qualche mese, può fregiarsi del prestigioso titolo di CAB, Centro di Avviamento Bocce, novità introdotta nel 2017 dal presidente federale Marco Giunio De Sanctis. Molti e stringenti sono i requisiti che le società devono rispettare per costituirsi in CAB veri e propri centri di eccellenza delle bocce italiane: almeno cinque disabili, cinque donne e cinque giovani, oltre alla struttura accessibile. Cortona Bocce, ad oggi unico CAB in Toscana, ha dimostrato intraprendenza e lungimiranza fin dalla sua nascita, avvenuta nel 2004 a seguito della collaborazione con l’amministrazione locale per la costruzione del nuovo impianto per la specialità Raffa.

La promozione sportiva e quella sociale sono sempre andate di pari passo. “Dal 2008 ospitiamo persone con disabilità sia intellettivo relazionale che fisica – racconta il presidente Alessandro Trenti – e svolgiamo regolare attività paralimpica in un contesto aperto e integrato”.

A Cortona non manca l’attenzione per i giovani. “Da oltre quindici anni con i nostri istruttori realizziamo progetti scolastici con le scuole del territorio, promuovendo, attraverso le bocce, l’educazione motoria, lo sport e i suoi valori”, prosegue Trenti.

Si è costituito così il settore giovanile, che ha portato notevoli risultati. I più recenti successi sono stati conquistati dai gemelli Michele e Riccardo Mazzoni e da Giacomo Cecchi.

Cortona schiera anche una squadra femminile, che annovera, tra le altre, le giovani Elisa Fanicchi e Giulia Pierozzi, già campionesse italiane juniores.

Non mancano i risultati nemmeno tra i senior: sette sono i podi conquistati ai Campionati Nazionali, l’ultimo dei quali nel 2019 grazie a Lucarini e Pastonchi.

Cortona Bocce gestisce anche un campo all’aperto per il gioco tradizionale, che in estate è teatro dell’attività promozionale con gare sociali per bambini e “Lui e Lei”.

Oltre 100 soci e 60 atleti, organizzazione di gare nazionali, giovani, donne, senior e paralimpici: tutto questo è valso il titolo di CAB. “La nostra maggiore soddisfazione è aver cementato un corpo sociale straordinario, tanto variegato quanto unito. Non ci fermeremo”, conclude Trenti.

Da www.gazzetta.it (clicca qui)

28/05/2020 at 17:39 Lascia un commento

Bocce in casa: al via il contest

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Tra le iniziative programmatiche strategiche della FIB per sviluppare nuovi strumenti di promozione e formazione “on line”, prende il via il progetto “Bocce in casa”  ideato in un momento in cui le famiglie affrontano una nuova programmazione per i loro ragazzi e la scuola non può svolgere la normale attività didattica.

Si tratta di una proposta innovativa adatta a tutti, anche a ragazzi con disabilità, in grado di coinvolgere  gli altri componenti della famiglia, seguendo i giochi proposti o inventandone di nuovi. Un piccolo “laboratorio ludico-sportivo”, virtuale, per arricchire le proposte di attività da organizzare a casa, al fine di mantenere un comportamento corretto dal punto di vista motorio-sportivo e, nello stesso tempo, realizzare momenti di divertimento e di socialità.

Il progetto è pensato per le scuole, ma tutti possono parteciparvi.

Si raccomanda la promozione nelle scuole del proprio territorio.

Visita la pagina dedicata >>

Il contest

19/05/2020 at 09:48 Lascia un commento

Bocce in Casa: il video su Gazzetta.it

logo_bocceincasa

 

Oggi su Gazzetta.it il video di presentazione del progetto targato FIB “Bocce in casa” caratterizzato dal claim “Bocciando si impara.. anche stando a casa”. Una proposta innovativa che sta riscuotendo molti consensi tra le scolaresche primarie e secondarie. Ad oggi, infatti, hanno aderito oltre 200 classi in dieci regioni d’Italia con la partecipazione di circa 5000 ragazzi. Al via anche il lancio di un contest legato al progetto al fine di coinvolgere più attivamente non solo le scolaresche ma anche appassionati e tesserati. Una buona prassi che connota l’iniziativa quale “educational project” finalizzato ad avvicinare i ragazzi ai valori di inclusione, aggregazione e fair play che caratterizzano lo sport delle bocce.

 

Guarda il video >>

12/05/2020 at 18:19 Lascia un commento

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