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Campionati Regionali di BOCCE a Castelnuovo Garfagnana

Frebbrai e Pellegrinotti campioni regionali 2014 Cecina

Marco Febbrai e Giandomenico Pellegrinotti portacolori della ASD Garfagnana Campioni Regionali  2014

Proseguono i campionati regionali dello sport bocce. Dopo l’assegnazione dei titoli juniores, il primo maggio presso la società Migliarina di Viareggio, il comitato provinciale di Lucca, in accordo con il comitato regionale FIB, ha assegnato le gare del 5 giugno alla società ASD Garfagnana di Castelnuovo. In questa occasione verranno assegnati i titoli della coppia mista “lui – lei” di raffa e del l’individuale e della coppia nella specialità petanque. Per la raffa si contenderanno il titolo nove coppie attese dai vari comitati toscani. Parteciperà con la rappresentativa di Firenze la Campionessa Italiana Alba Vaccaro che ha conquistato la maglia tricolore a Macerata nel settembre 2015.
Per la petanque sarà folta la rappresentanza di Pisa Bocce con una decina di atleti e dell’US Affrico di Firenze. Questa specialità delle “bocce francesi” introdotta relativamente da pochi anni in Toscana sta riscuotendo sempre maggior successo fra gli appassionati, avvicinando alle gare toscane anche campioni provenienti da altre regioni italiane e da nazioni lontane.
Nell’occasione dei campionati regionali a Castelnuovo Garfagnana si potranno avvicinare a questo sport anche i bambini delle scuole locali che, seguiti da istruttori federali, potranno apprendere i primi rudimenti di questa disciplina. Alla giornata sarà presente il sindaco di Castelnuovo Andrea Tagliasacchi e gli assessori Chiara Bechelli e Ilaria Pellegrini, il presidente del comitato regionale FIB e vicepresidente del CONI toscano Giancalo Gosti, il vicepresidente provinciale FIB Mario Rossi.
Il presidente dell’ASD Bocciofila Garfagnana Marco Andreucci e i suoi collaboratori hanno organizzato e allestito l’impianto in modo egregio e gli ospiti saranno accolti con grande cordialità e calore dai locali appassionati delle bocce. Sarà una bella giornata di sport e amicizia nel rispetto delle tradizioni Garfagnine.
Il prossimo appuntamento con i campionati regionali sarà l’11 giugno a Viareggio con l’assegnazione dei titoli femminili, parolimpici e sporthabile.

Per scaricare manifesto e programma clicca qui 05 05 2016 campionati regionali


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03/06/2016 at 21:29 Lascia un commento

Classifica “Femminile e Maschile” promozioni e retrocessioni dei tesserati della Toscana

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Clicca qui 23 05 2016 Classifica Tesserati per scaricare la classifica Femminile e Maschile aggiornata al 22 maggio, controllate i punteggi e segnalate eventuali discordanze.

 

28/05/2016 at 16:12 Lascia un commento

Andare al punto: le fondamenta dell’Associazione sportiva

Christian Petrucci

Christian Petrucci

Oggi terminiamo i nostri appuntamenti di questo 2013 con quello che può essere considerato il tema che sta alla base di tutte le società, sportive e non: il rapporto tra i membri. Di solito ogni associazione sportiva nasce dall’unione di intenti di un gruppo più o meno numeroso di persone unite dalla passione per uno sport specifico; il discorso che si deve fare per la bocciofila è però ben diverso. Iniziamo con una breve analisi dello sviluppo delle associazioni sportive che ho menzionato per prime: dopo le prime entusiastiche fasi iniziali, è fisiologico che il gruppo di appassionati si evolva e si debba creare una solida struttura societaria dove la ripartizione dei compiti, degli oneri e delle responsabilità sia delineata. Ci dovranno essere quindi coloro che si assumono l’incarico dirigenziale, con tutti i doveri “burocratici” che ne derivano, chi, valutate le proprie competenze tecniche si proporrà in veste di allenatore, e chi semplicemente sarà praticante.

La semplice suddivisione dei membri in questi tre grandi macro-gruppi fa già capire come poi, nell’evoluzione dell’attività societaria, ciascuno dei componenti debba avere responsabilità diverse non solo dal punto di vista pratico, ma anche e soprattutto dal punto di vista relazionale con gli altri facenti parte di un macro-gruppo diverso. Vediamo ora come sono nate negli anni le società bocciofile. La base di partenza è stata diversa: un gruppo di persone si ritrovavano all’interno di un circolo o di un’ambiente ricreativo, che possedeva tra l’altro un impianto per le bocce, con il semplice intento di trascorrere del tempo insieme. Questo tempo includeva anche la pratica ludico-sportiva. La volontà di queste persone di avviare un’attività agonistica è nata quindi solo in seguito alla loro voglia di aggregazione. Pertanto, a fianco dello sviluppo di una struttura societaria simile a quella prima descritta (con dirigenti, allenatori ed atleti) è rimasto inalterato o si è sviluppato di pari passo quello che può essere definito come il gruppo sociale da cui tutto è nato.

Visto che i primi passi che una società sportiva dilettantistica muove nel “mercato” sono spesso dettati da amicizie e conoscenze varie, questo avrà portato inevitabilmente qualcuno dei membri “originari” a ricoprire ruoli dirigenziali e tecnici. Solo qualcuno però, perché in molti casi i membri del gruppo sociale permangono in esso, come giocatori occasionali o solo come semplici appasionati, andando a formare un vero e proprio quarto macro-gruppo di cui tenere grande conto dal punto di vista relazionale.

Analizziamo ora brevemente nel dettaglio come si amplia il rapporto dei tre macro-gruppi quando in seno alla società è presente il gruppo sociale.

Tirreno Cup-407I Dirigenti
Il lavoro più importante, e più arduo aggiungerei, è come al solito a carico dei dirigenti dell’associazione sportiva. Questi, nel rapportarsi con gli allenatori, dovranno sondare le capacità personali e gli obiettivi comuni, valutare la disponibilità di questi a seguire totalmente gli atleti e mettere in chiaro sin da subito se è presente o meno la possibilità di accordare un rimborso spese all’incaricato. Uno dei compiti principali sarà poi quello di vigilare sulla disciplina degli atleti, ed eventualmente intervenire qualora i dissidi (spesso inevitabili) tra allenatori e giocatori non siano risolvibili con la volontà delle due parti in causa. Tali concetti valgono per tutte le associazioni sportive dilettantistiche, ma nella bocciofila il reparto dirigenziale dovrà anche “fare i conti” con il gruppo sociale. Il punto focale sarà quello di coinvolgere le persone di questo nell’attività sportiva ed extra-sportiva, ricercando anche la loro collaborazione.

Qualsiasi siano le scelte attuate dal reparto dirigenziale, alla base di tutto dovrà risiedere la comunicazione. Sarà buona abitudine, ed un buon mezzo per ottenere riscontri positivi, quella di riferire e rendere pubbliche in modo adeguato a tutti i membri interessati le varie iniziative societarie: questo potrà rivelarsi utile sia per aumentare il coinvolgimento e la motivazione dei membri stessi, sia per permettere loro di organizzarsi nel partecipare agli eventi in programma. Ovviamente non mi riferisco a qualsiasi scelta societaria, ma a tutte quelle che esulano dalla gestione prettamente finanziaria o economica della società. In pratica, il gruppo sociale deve divenire un valore aggiunto ed un elemento su cui fare affidamento in caso di necessità, non un fattore limitante le possibilità di libero arbitrio del reparto dirigenziale.

Tirreno Cup-047Gli allenatori
Nella pratica sportiva, le ralzioni più in luce durante le gare sono quelle tra gli allenatori ed i giocatori, ma il rapporto di questi si sviluppa per la maggior parte del tempo in sede di allenamento. In più, oltre che curare gli aspetti agonistici, gli allenatori dovranno essere degli educatori: un rapporto di questo genere in ambito sportivo deve per forza di cose andare al di là dell’insegnamento tecnico e tattico per essere duraturo nel tempo e stimolante per i praticanti.

Se poi, come accade nella bocciofila, gli allenatori ed i giocatori provengono dal gruppo sociale fondatore allora il rapporto può avere dei risvolti totalmente positivi o negativi. Nel primo caso, la confidenza acquisita nel tempo trascorso insieme può essere un fattore chiave per affrontare gli impegni agonistici in modo rilassato, accettando di buon grado suggerimenti tattici, nel secondo caso può invece portare a non accettare l’autorità dell’allenatore nel momento della gara. Anche in questo caso, il coinvolgimento degli appartenenti al gruppo sociale nel programma degli allenamenti, rendendoli edotti degli obiettivi che si vogliono affrontare insieme sarà decisivo.

Tirreno Cup-040Gli atleti
I giocatori devono essere motivati alla pratica sportiva, ma nel contempo essere educati al rispetto dei propri allenatori (rispetto che deve comunque sempre essere bilaterale), perché senza questo presupposto fondamentale la loro vita sportiva è destinata ad essere breve. Lo stesso vale per il loro rapporto con la dirigenza. In una società bocciofila, un atleta può essere venuto fuori dal gruppo sociale, ed allora sarà già mosso dalla passione, ma dovrà adattarsi alla nuova condizione di essere allenato, con i risvolti sopra esposti. Da un altro punto di vista, gli appartenenti al gruppo sociale che non si vogliono cimentare in gare o tornei, dovranno supportare chi ha intrapreso questa scelta, magari aiutati dall’atleta stesso che può sempre guardare a loro come a persone con cui è maturato nell’attività bocciofila e non come ha chi ha deciso di non rischiare oltre.

In conclusione, qualunque siano i macro-gruppi all’interno di una società, voglio nuovamente mettere in evidenza il fatto che l’obiettivo comune non deve essere solo quello del risultato, ma anche quello dell’ampliamento della conoscenza e della passione per lo sport verso un numero sempre maggiore di persone esterne al gruppo che forma il nocciolo duro dell’associazione, ma che avrà bisogno di apporti ulteriori per il proseguimento della propria attività nel tempo. Questo si può ottenere sicuramente senza pensare ad ogni gruppo come ad un contenitore a tenuta stagna isolato dagli altri. Rapporti diretti e comunicazione rappresentano senza dubbio la via di collegamento migliore.

Christian Petrucci

30/12/2013 at 14:14 Lascia un commento

Andare al punto: l’Associazione e il futuro (parte II)

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Christian Petrucci

Riprendendo il discorso iniziato la scorsa volta sulla sopravvivenza sportiva di un’associazione dilettantistica, vorrei oggi soffermarmi sui vantaggi che può portare una politica di apertura ai giovani, ai diversamente abili ed agli immigrati. Alcuni di questi vantaggi saranno di carattere puramente finanziario – monetizzabili – ma altri non potranno che essere classificati tramite criteri più “astratti”.

So che nell’ambito sportivo dilettantistico delle bocce (così come accade negli altri) parlare di cose non tangibili può far storcere la bocca a molti, ma gli aspetti che non si possono quantificare economicamente molto spesso sono quelli che persistono nel tempo in modo più marcato. Cominciamo quindi a trattare gli aspetti finanziari della questione e quelli che non lo sono.

Autofinanziamento del progetto
Dopo l’investimento iniziale di tempo e di denaro per formare allenatori/educatori sportivi, la società potrà avviare corsi, incontri o vere e proprie stagioni di allenamento (o gioco, nel caso dei bambini) per l’attività sportiva delle bocce. Per i partecipanti interessati sarà prevista una quota di iscrizione, che potrà essere annuale o mensile a seconda delle scelte societarie, e si capisce fin da subito come i soldi percepiti possano servire a coprire le spese per l’utilizzo del campo di gioco, per il rimborso spese degli allenatori e per le utenze come la corrente elettrica o l’acqua. Ovviamente, all’inizio è probabile che non si riescano a coprire del tutto i costi sostenuti, ma col tempo e con l’arrivo di nuovi partecipanti questo risulterà possibile, fermo restando l’impegno ad  incrementare sempre più l’offerta di attività sportiva per tutti.

Coinvolgimento di persone “esterne”
Insieme ad ogni nuovo praticante, può venire in contatto con l’associazione sportiva un numero esponenziale di persone (genitori, parenti, amici) che si possono interessare alla pratica delle bocce, ma anche solo semplicemente a far parte dell’ambiente contribuendo in altro modo all’attività sociale. Un esempio classico può essere l’organizzazione di una festa o di una cena dove la manodopera richiesta per i preparativi è sempre un punto dolente in quanto si parla pur sempre di volontari.

Mi sono rivolto a queste persone definendole “esterne” perché anche questo è un punto dolente della maggior parte delle associazioni dilettantistiche: la mancanza di aiuti da persone diverse dagli appassionati che tutti i giorni si impegnano nel portare avanti l’attività sportiva. Mi immagino quante volte gli stessi membri si ritrovino a dover fronteggiare numerosi impegni e svariate problematiche con in testa il pensiero che sono sempre i soliti a dover fare tutto!
Ebbene, da questo punto di vista, il coinvolgimento di soggetti interessati diversi dai soliti membri della nostra società non deve essere visto come un’intrusione, ma deve oltremodo venire incentivato. Sarà fondamentale in quest’ottica la programmazione di incontri dove si presenta l’attività che deve essere svolta oppure, con lo stesso fine, l’organizzazione dei classici momenti di convivialità e di aggregazione come le cene, di cui parlo spesso.
Come si nota, questo aspetto non è monetizzabile in senso stretto, ma dal punto di vista economico può senz’altro portare un abbattimento dei costi di gestione, visto il coinvolgimento a titolo di volontariato di queste persone. Senza pensare poi che in caso di bisogni specifici (per esempio manutenzione dell’impianto) le stesse possono avere competenze che possono rivelarsi utili per far risparmiare fondi e tempo.
Infine, più persone si riescono a rendere partecipi del fatto che l’associazione sportiva è presente sul territorio, più esiste la possibilità che queste vogliano provare a praticare uno sport diverso, con conseguente sfruttamento del campo da gioco, magari in orari diversi da quelli in cui viene solitamente utilizzato. E qui si ritorna meramente ai vantaggi economici, con il pagamento effettuato per accedere al campo da gioco.

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Ritorno di immagine
Con questo concetto vorrei riassumere tutti gli aspetti intangibili che la programmazione di attività sportiva per bambini, diversamente abili ed immigrati può avere per un’associazione sportiva dilettantistica come ne esistono tante nella bocciofila. Il ritorno di immagine cui mi sto riferendo non riguarda solo gli aspetti sportivi, ma anche e soprattutto quelli sociali.
Se da un lato, infatti, è molto importante e stimolante assistere alla pratica dello sport da parte dei bambini e delle persone diversamente abili, da un altro punto di vista è enorme la valenza sociale di farli partecipare attivamente in una pratica come quella sportiva che spesso è relegata al solo concetto di agonismo o di eccellenza. In parole povere, l’apertura dello sport alla vita di tutti i giorni diventa totale, appannaggio di tutti, anche di coloro che tante volte vengono solo visti come facenti parte di categorie “deboli”.
Seguendo questa linea di pensiero, si pensi poi a quale significato abbia proporre la pratica di uno sport come le bocce, radicato da tempo immemore nell’immaginario collettivo del popolo italiano, ad un immigrato nel nostro paese: credo che sia uno dei sistemi di integrazione sociale più efficaci e meno dispendiosi che si possano immaginare.
Sono sicuro, inoltre, che una società dilettantistica che inizi a programmare ed a proporre questo genere di inserimento tramite lo sport e l’avviamento alla pratica per i più piccoli non risulterà indifferente agli Enti locali del proprio territorio e questo potrà portare a future collaborazioni ed iniziative sotto il patrocinio di questi, altro aspetto fondamentale in termini sociali e di sopravvivenza sportiva.

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Ecco quindi brevemente evidenziate alcune conseguenze di una politica di programmazione mirata all’ampliamento dell’offerta sportiva di una società. Resta il fatto che ovviamente l’attività principale dovrà proseguire di pari passo con tutti gli interventi di cui abbiamo parlato sinora: tra l’altro, molto facilmente, si noterà che anche questa ne trarrà vantaggio, in quanto impulsi nuovi stimoleranno comunque riscontri positivi nelle attività già ben avviate.

Christian Petrucci

06/12/2013 at 13:16 Lascia un commento

Andare al punto: l’Associazione ed il futuro (parte 1)

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Christian Petrucci

Oggi vorrei trattare un tema quantomai spinoso che interessa tutte le associazioni sportive dilettantistiche: la sopravvivenza. Ovviamente mi riferisco alla sopravvivenza di tipo sportivo nel lungo termine, quindi a quanto una società riesce a proseguire la propria attività negli anni e, perché no, nei decenni. Non esagero usando questo termine temporale, dato che alcuni club di golf nel Regno Unito esistono addirittura dal diciottesimo secolo!

Tornando però a parlare della realtà nostrana, nella quale si muovono anche le società bocciofile, mi ritrovo ancora ad usare la parola programmazione: il futuro dell’attività deve essere pianificato se si intende protrarla nel tempo e questo deve nascere principalmente dalla volontà della dirigenza (e non solo) di far crescere gli atleti nell’ambito del proprio sport fin dalle età più giovani. A questo si potrebbe e si dovrebbe aggiungere un impegno nell’attività sociale volta all’integrazione delle persone diversamente abili e di quelle immigrate, sempre più presenti nella vita quotidiana di molti. Come vi potrete immaginare, questi argomenti aprono una serie piuttosto ampia di spunti e di contenuti, pertanto ho ritenuto opportuno suddividerli in due parti: oggi analizzeremo quali sono gli interventi da programmare per coinvolgere le persone sopra indicate nella pratica dello sport, la prossima volta vedremo gli innegabili vantaggi che questi porteranno all’interno dell’associazione. Partiamo con il primo punto focale degli interventi da programmare.

Lecci e Borghesi

Investire
So che questo verbo può far rabbrividire molti membri delle società bocciofile (così come accadrebbe con società che operano in altri ambiti sportivi), ma l’investimento di cui parlo è solo in parte di carattere monetario: infatti si tratta di investire anche nel tempo per formare gli allenatori/educatori che potranno poi seguire al meglio i progetti da sviluppare. All’interno dell’associazione sportiva si dovranno innanzitutto scegliere delle persone (se non si offrono volontariamente) alle quali si faranno seguire i corsi federali previsti per avere l’abilitazione ad insegnare la pratica sportiva delle bocce, magari a spese della società stessa. Dopo tale formazione “burocratica”, si può iniziare a pensare a quali classi di età rivolgersi per l’avviamento allo sport. Va da sé che, come ho già detto in un’altra occasione, si dovranno scegliere i membri adeguati per i ruoli adeguati, ma capisco perfettamente che in ambito di volontariato non sempre questo è possibile e bisogna adattarsi ai pochi che hanno dato la loro disponibilità. Lo stesso discorso vale per chi dovrà seguire gli aspiranti sportivi diversamente abili, in quanto, per svolgere un lavoro appropriato, vengono organizzati dei corsi che forniscono competenze specifiche. A questo proposito sarà utile prendere quindi contatto con i responsabili dell’amministrazione locale che quotidianamente svolgono opera di integrazione in questo ambito. Può sembrare strano, ma da esperienze personali e non, ho imparato negli anni che se si formano gli allenatori/educatori i nuovi praticanti arriveranno.

Per quanto riguarda poi l’attività con i bambini, che dovrà ovviamente svilupparsi sotto forma di gioco, sarà utile cercare una collaborazione con le scuole presenti nel territorio, che soprattutto negli ultimi anni sono molto aperte a questo genere di iniziative per offrire ai bambini, ed ai genitori di conseguenza, attività sempre nuove e stimolanti. (Un esempio concreto e importante sono i progetti portati avanti dal Settore giovanile della FIB Toscana, come “Bocce, tutti in gioco”).

Altro punto che sarà fondamentale, e che andrà chiarito sin dall’inizio tra la dirigenza e gli operatori scelti, sarà quello di pattuire un eventuale rimborso spese. Questo non solo incentiverà i volontari a proporsi, ma fornirà un’immagine positiva e professionale dell’associazione agli occhi dei propri membri e delle persone esterne con cui ci troveremo a lavorare. Ponendo poi l’accento sul piano prettamente finanziario, nel caso in cui i bambini o le persone coinvolte si interessino alla pratica delle bocce e si iscrivano all’associazione sportiva, allora si può subito notare come un progetto del genere si “autofinanzi” con le quote sociali che vengono versate annualmente o con il pagamento dell’utilizzo del campo anche solo per partite occasionali.

Un futuro di ricordi 2

Controllare
Una volta effettuato l’investimento di tempo, denaro e di risorse umane, non bisogna incorrere nell’errore fatale di lasciare andare le cose a sé stesse. Sembra banale doverlo rimarcare, ma ci deve essere sempre un filo diretto tra la dirigenza e gli operatori che propongono lo sport ai livelli di cui abbiamo parlato prima. Da questo punto di vista, sarà utile eleggere uno o più dirigenti incaricati di seguire il settore giovanile e quello dello sport per diversamente abili. Visto che non ho ancora ripreso l’argomento, voglio specificare che per l’integrazione degli immigrati nel nostro Paese ci si dovrà muovere a più livelli, sia quello giovanile sia quello dell’età più avanzata, pertanto i soggetti interessati rientreranno nell’uno o nell’altro gruppo senza problemi. Ad ogni modo, il dirigente incaricato del ruolo di responsabile dello sviluppo di questi progetti avrà il compito di gestire, coordinare e risolvere eventuali problematiche che possono insorgere, in accordo con gli educatori stessi, in quanto in un ambito dilettantistico come quello bocciofilo è altamente sconveniente e sconsigliato per tutti creare inutili tensioni che possono danneggiare il lavoro che viene programmato e svolto per un fine comune. Ho voluto precisare anche questo punto perché so che purtroppo sono evenienze che accadono sovente.

Gioco Sport

Tirare le somme
In pratica è quello che deve essere fatto alla fine di ogni progetto o alla fine di ogni stagione sportiva in generale. La dirigenza, al completo o rappresentata dal dirigente responsabile dei progetti, si incontrerà con gli operatori che hanno collaborato attivamente per raccogliere impressioni, pareri ed anche consigli per eventuali sviluppi futuri. Questo dovrà essere fatto anche dopo avere ascoltato in merito i dirigenti scolastici delle scuole ed i responsabili dell’amministrazione locale eventualmente coinvolti. La riunione non avrà il solo scopo della redazione di un bilancio consuntivo dell’attività svolta negli ambiti di applicazione che abbiamo trattato sinora, ma dovrà essere rivolta alla valutazione con occhio educativo e sociale di ciò che il progetto ha portato all’associazione sportiva ed ai soggetti coinvolti, educatori ed aspiranti bocciofili. A volte infatti ci sono investimenti che semplicemente non sono “monetizzabili”, ma che riguardano aspetti più intangibili della persona e dell’ambiente in cui si opera. Questo è lo spunto con cui concludo questa trattazione, in quanto questo argomento verrà più diffusamente analizzato la prossima volta.

Christian Petrucci

22/11/2013 at 11:53 Lascia un commento

Andare al punto: l’evento sportivo per i media

Petrucci

Christian Petrucci

Come molti sicuramente sanno, quando si intende organizzare un evento sportivo è fondamentale renderlo pubblico. Nell’associazionismo sportivo spesso si ricorre semplicemente al volantinaggio o all’affissione di manifesti: malgrado questi siano strumenti pubblicitari utilissimi, se si vuole ampliare il numero di persone che ricevono il messaggio si deve far ricorso anche ad altri mezzi di comunicazione che la società moderna mette a disposizione.

Questi possono spaziare da Internet ai suoi “comodi” social networks, che sono oramai una presenza fissa (e spesso anche ingombrante) nella vita quotidiana, dalla carta stampata a quello che, secondo chi scrive, è sempre al primo posto nelle abitudini e nell’immaginario della collettività: il mezzo televisivo. Sempre più oggigiorno le società sportive dilettantistiche come quelle delle bocce si trovano a lavorare a stretto contatto con gli operatori di tali media nello svolgimento della propria attività, soprattutto quando intendono dare risalto all’organizzazione di un singolo evento sportivo o di una manifestazione più lunga.

Come al solito, e per comodità di descrizione, mi piace fare una suddivisione dei momenti nei quali tale rapporto si deve sviluppare.

Prima dell’evento

Ovviamente, quando si conoscono le date e la tempistica delle gare si dovranno avvisare i giornalisti e gli operatori televisivi, soprattutto se abbiamo già delle conoscenze con questi ultimi, in modo che possano programmare gli interventi. Se per coinvolgere questi due media è necessario comunque un contatto diretto con gli addetti, diverso discorso si deve fare per Internet e per un eventuale social network o blog: per inviare comunicati ed immettere notizie on-line ai gruppi che possono avere interesse in ciò che si intende organizzare, ci si può affidare all’esperienza di un membro interno all’associazione sportiva.

Ad ogni modo, il modo migliore di rendere pubblico un evento è quello di preparare un comunicato stampa, chiaro e preciso, che descriva l’evento stesso e che metta in risalto tutti gli aspetti che l’associazione ritiene importanti (Comitato Organizzatore, eventuali collaborazioni di sponsor, patrocini degli Enti locali). Tale comunicato stampa può essere poi ovviamente ripreso ed utilizzato per la divulgazione in Internet. A tal proposito, se si ha tempo per le richieste necessarie, l’organizzazione di una conferenza stampa di presentazione dell’evento è sempre un valore aggiunto che può rendere l’evento ancora più appetibile per i media e non solo. La conferenza stampa potrebbe venire allestita, in accordo per esempio con il Comune di riferimento, proprio all’interno delle stanze dell’Ente locale o, in alternativa e se si dispongono degli spazi adeguati, nell’impianto della bocciofila.

Dovunque venga fatta, comunque sarà utile dare un’adeguata comunicazione della conferenza ai giornalisti della carta stampata e della televisione ed invitare almeno un rappresentante dell’Ente patrocinante ed uno dello sponsor che supporta finanziariamente la riuscita del nostro progetto. Ovviamente a questi si potranno aggiungere anche gli atleti protagonisti delle gare, non solo quelli appartenenti all’associazione sportiva organizzatrice. Un piccolo consiglio: sarà importante preparare dei fogli stampati con tutte le informazioni precise utili ai media, perché spesso i giornalisti e gli operatori intervenuti non hanno molto tempo per scrivere un pezzo o preparare un servizio ex-novo su quanto hanno presenziato. Questo espediente è utile anche per prevenire l’insorgenza di errori negli articoli e nei servizi, che in un ambiente come quello delle bocce può riguardare anche semplicemente la specialità praticata (senza contare che sentire o leggere il proprio nome sbagliato può essere piuttosto fastidioso per un atleta, credetemi).

Ciclismo: la conferenza stampa di presentazione dei Mondiali 2013 presso il CONI a Roma

Durante l’evento

Se la manifestazione sportiva è molto lunga e si svolge in più giorni, bisognerà rinfrescare le notizie relative ad essa, sia riguardanti lo svolgimento ed i risultati delle gare, sia riguardanti le iniziative collaterali che possono aver luogo nei giorni della competizione vera e propria. Questo espediente è importante per mantenere viva l’attenzione su quanto si è faticosamente organizzato ed inoltre fornisce ai media un’immagine positiva e più professionale della propria associazione sportiva. Se si aggiunge poi che tali media hanno costantemente “fame” di notizie da dare al pubblico, si capisce come questo invio di comunicati già pronti e precisi (ribadisco) non possa che agevolare il loro difficile compito di riempire gli spazi informativi.

Nel caso la manifestazione si sviluppi invece in un solo giorno, l’utilizzo del mezzo Internet per fornire notizie in tempo reale mi pare la scelta migliore per favorire la partecipazione degli interessati. Questo vale anche e soprattutto se non si dispone di una copertura televisiva delle gare in programma.

Dopo l’evento

Come al solito, finita la manifestazione sportiva è il tempo dei bilanci, ma è anche il momento in cui non si devono lasciare andare le cose a sé stesse. Abbiamo già trattato la scorsa volta di come in sede di premiazione vadano ricordati e ringraziati tutti coloro che hanno contribuito allo svolgimento dell’evento (collaboratori, autorità, sponsor, etc.), ma la premiazione può essere un contenitore troppo piccolo per sottolineare tutti gli aspetti legati al lavoro svolto. Pertanto, se se ne ha la possibilità, si può organizzare un’altra conferenza stampa di carattere consuntivo, durante la quale si tirano le somme di quanto è stato fatto e si menzionano in modo più marcato coloro che si sono distinti nello svolgimento dell’evento conclusosi da poco. Gli invitati potranno essere gli stessi della conferenza stampa di presentazione (se si ritiene opportuno chiamarne altri in più, ben vengano), senza ovviamente dimenticare in questa sede gli atleti che hanno vinto le gare.

A conclusione di tutto, sarà molto costruttivo ed utile che l’associazione sportiva ricerchi e riceva un feed-back da parte di chi ha preso parte all’evento sia come operatore dei media sia come semplice spettatore. Questo potrà avvenire tramite un semplice dialogo con gli interessati, ma anche tramite una piccola ricerca on-line (un social network o un blog su Internet danno già la possibilità di mandare un feed-back immediato su qualsiasi argomento) su quello che è stato il gradimento della manifestazione e su quelli che possono essere gli aspetti migliorabili in futuro.

E’ vero che in un contesto sportivo come le bocce si lavora spesso con pochi mezzi a disposizione e con il volontariato, ma un organizzatore dovrà comunque rimanere umile verso le eventuali critiche pur cercando sempre di implementare la propria offerta del prodotto sportivo. E questo, alla lunga, si rivelerà un fattore interiore di crescita professionale che non potrà far altro che giovare all’attività sportiva nel suo complesso.

Christian Petrucci

07/11/2013 at 18:22 Lascia un commento

Andare al punto! Programmazione: fino alla fine e oltre

1349be4La scorsa volta abbiamo approfondito quali sono i particolari fondamentali cui prestare attenzione per la buona riuscita di una premiazione nel mondo della bocciofila e non solo. Ma, come ho anche specificato a fine articolo, per quanto si possa essere accorti, qualcosa può sempre sfuggire al nostro controllo se non si è preventivamente svolta una buona programmazione dell’evento. Tale programmazione, lo ripeto, dovrà essere eseguita per tutto lo svolgimento del torneo o della competizione, ma oggi mi voglio soffermare sulla sua applicazione nella fase conclusiva.

Riprendendo in considerazione i tre grandi gruppi in cui possiamo suddividere il momento della premiazione (che sono logistica, immagine ed accoglienza, nel caso non ve li ricordaste), direi che la prima cosa da fare da parte del comitato organizzatore è quella di nominare un capo o responsabile per ciascuno di essi, una persona, insomma, cui fare riferimento per qualsiasi problematica possa insorgere nello svolgimento dei compiti che devono essere svolti. Ognuno di questi responsabili dovrà coordinare e gestire un numero di persone che sarà proporzionale alla portata dell’evento; consiglio comunque di prevedere sempre delle “riserve” nel caso sorgessero degli impedimenti per qualcuno dei membri.

Iniziando con l’aspetto logistico, si può sin da subito notare come questo appaia quello più complesso ed impegnativo dal punto di vista “numerico”. Sarà utile prevedere infatti una ripartizione di compiti che devono essere svolti molto prima della premiazione, poco prima di questa e dopo.

Eccoli, nel dettaglio.

Molto prima:

  • sarà necessario acquistare le coppe, i trofei o le medaglie da dare gli atleti;
  • si dovranno far preparare gli striscioni per l’allestimento dell’area dove si svolgerà la premiazione (ricordo che qualora siano presenti sponsor si userà il loro marchio, altrimenti si potranno utilizzare quelli dell’associazione sportiva stessa o in alternativa della FIB);
  • ci si dovrà occupare, se lo si ritiene necessario, del reperimento di un microfono e dell’impianto di amplificazione correlato;
  • infine, ma non meno importante, si dovranno contattare i media (giornali o televisioni) con buon anticipo.

Poco prima:

  • si dovrà, più o meno celermente, provvedere all’allestimento materiale della zona di premiazione, con il tavolo per i trofei, gli striscioni ed il podio, nel caso se ne possieda uno;
  • oltremodo importante sarà delimitare l’area della premiazione, separandola adeguatamente dalla zona dove si porrà il pubblico e da quella dove dovranno muoversi i giornalisti o gli operatori televisivi intervenuti.

Dopo:

  • sarà premura degli incaricati scelti di provvedere a rimettere in ordine l’attrezzatura utilizzata ed a pulire la zona alla fine della premiazione (se si pensa che spesso nelle bocce gli atleti vengono premiati in pista, i fattori pulizia ed ordine assumono una rilevanza ancora maggiore);
  • se si sono presi a noleggio certi materiali, ovviamente questi andranno restituiti (anche se sembra banale, a volte questo aspetto viene dimenticato in sede di programmazione!).
Volley premiazione

Volley: il podio dei recenti Campionati Europei maschili, dove l’Italia è giunta seconda

L’aspetto immagine può apparire quello meno impegnativo, ma può alla fine risultare il valore aggiunto decisivo per rendere l’evento addirittura memorabile.

Ci si dovrà preoccupare anzitutto di fornire agli atleti rappresentanti l’associazione ospite delle uniformi adeguate ed  uguali per tutti, ma questo accorgimento può e deve valere anche per lo staff che si occupa dell’evento, in modo da far si che questi siano dei punti di riferimento facilmente riconoscibili da chi potesse avere bisogno di assistenza o semplicemente di informazioni. Oltre a questo, se proprio si vuole investire un po’ di denaro a scopi promozionali, si possono creare gadget (come ad esempio delle t-shirt) commemorative dell’evento, da poter far indossare agli atleti o agli addetti ai lavori stessi, o anche da poter semplicemente vendere a chi volesse avere un ricordo tangibile della manifestazione alla quale ha preso parte.

L’ultimo aspetto, quello dell’accoglienza, dovrà essere, al pari del precedente, già ben approfondito in fase di programmazione sin dall’inizio dell’evento (soprattutto nel caso in cui ci si occupi di una manifestazione che si sviluppa in più giorni).

Prima della premiazione, comunque, sarà utile ricordarsi di:

  • contattare le eventuali autorità che si vogliono far presenziare;
  • contattare una ditta di catering, un ristorante o un bar che ci possa fornire il materiale per l’allestimento del rinfresco finale, magari sotto forma di sponsorizzazione dell’evento (in questo caso, ricordarsi di includere i responsabili nei ringraziamenti finali);
  • stilare, appunto, una lista dei ringraziamenti per le persone che hanno collaborato alla buona riuscita dell’evento e che sono intervenute a presenziarlo o a documentarlo.

Durante la premiazione:

  • preoccuparsi sempre di seguire e non lasciare “isolate” le persone che sono intervenute dietro nostra richiesta (le autorità di cui parlavo prima) e gli eventuali rappresentanti degli sponsor che ci hanno aiutato e che potranno rifarlo in futuro;
  • mentre l’attenzione di tutti è rivolta al podio, si può predisporre il rinfresco in un ambiente poco lontano dal luogo della premiazione e che verrà comunque indicato agli intervenuti dall’addetto al microfono (ovviamente si dovrà poi rimettere in ordine e pulire questo ambiente alla fine della premiazione).

Ecco brevemente elencati i punti chiave da pianificare per la buona riuscita di una premiazione, ma quello che rappresenterà il cardine per l’associazione sportiva dilettantistica sarà assegnare il compito giusto alla persona giusta, sia che si tratti di uno dei responsabili, sia che si tratti di uno degli addetti allo svolgimento corretto dell’evento. Per questo particolare, in un ambiente pregno di volontariato come quello delle bocce ci si potrà affidare alle caratteristiche ed alle conoscenze specifiche dei membri dell’associazione, anche in un’ottica di economizzazione delle risorse finanziarie che, come tutti ben sappiamo, sono troppo spesso il tallone di Achille del nostro amato ambiente sportivo.

Christian Petrucci

 

24/10/2013 at 15:58 Lascia un commento

Andare al punto: premiati e premianti

1349be4Bene, per essere originali, direi di iniziare il nostro viaggio nei vari aspetti della gestione dell’ambiente sportivo delle bocce proprio dalla fine: la premiazione.

Per tutti gli sportivi la premiazione (soprattutto se si è vinto) rappresenta un forte momento emozionale, il completamento degli allenamenti sostenuti, il risultato dei sacrifici cui ci si è sottoposti. Di contro, per gli organizzatori della manifestazione rappresenta un momento al quale si deve prestare particolare attenzione per coronare al meglio quella che è stata la manifestazione sportiva vera e propria, non confinandola a semplice momento conclusivo. Possiamo brevemente riassumere in tre grandi gruppi i punti focali della premiazione: la logistica, l’immagine e l’accoglienza.

Logistica

E’ uso comune nello sport premiare a fine gara gli atleti sul campo, anche in ambito professionistico, pertanto occorrerà attrezzare l’area di conseguenza in modo adeguato, con qualche piccolo accorgimento. Infatti, se la società non dispone di un’area adibita specificamente alle premiazioni, questa può ovviare al problema ponendo per esempio un semplice tavolo da cerimonia sulla pista (nel caso delle bocce), che potrà comunque essere “addobbato” con uno striscione della società stessa o magari con quello di uno sponsor che ha collaborato alla riuscita dell’evento. Su questo tavolo verranno posti i trofei. Se la società ne dispone, l’utilizzo di un podio è sempre ben gradito, più che altro per agevolare la visuale degli astanti. Capisco però che disporre di un podio appositamente studiato per accogliere intere squadre di atleti non è assolutamente facile.

Particolare attenzione poi, andrà rivolta al pubblico intervenuto ed alla disposizione di questo. Innanzitutto, consiglio di convocare sempre uno o più giornalisti che scatteranno delle fotografie (in alternativa comunque si può chiedere aiuto a fotografi dilettanti o a qualche membro dell’associazione dotato di una buona fotocamera) o, se possibile, addirittura un operatore di un’emittente televisiva che potrà filmare la premiazione stessa. Per questi intervenuti andrà previsto uno spazio apposito ove poter svolgere il proprio incarico in piena tranquillità. Per quanto riguarda poi l’operato dei giornalisti e degli eventuali operatori televisivi sarà importante valutare bene l’esposizione alla luce del sole: ovviamente l’irraggiamento solare dovrà provenire dalle spalle di chi vuole scattare fotografie o riprendere con telecamere l’evento.

Altra questione importante sarà quella di rendere accessibile la pista da gioco dove si svolge la premiazione anche alle persone diversamente abili che possono eventualmente essere presenti. I restanti intervenuti alla premiazione dovranno essere posti ad una ragionevole distanza dal “podio”, possibilmente senza l’ausilio di transenne o recinzioni; gli atleti che dovranno essere premiati si porranno comunque davanti a tutti.

Immagine

Come già accennato prima, gli atleti la maggior parte delle volte finiscono la gara e vengono premiati sul campo, quindi non è raro vederli ancora in tenuta da gioco ricevere i trofei o le medaglie.

Football Americano: i Pittsburgh Steelers premiati dopo la vittoria del Superbowl nel 2009

L’immagine dell’atleta, in questo caso legata a doppio filo alla propria attività sportiva, è quindi facilmente identificabile con l’uniforme da gioco della propria associazione di appartenenza: sarà cura dell’associazione stessa fornire uniformi da gioco adeguate all’evento sportivo cui si partecipa. Gli organizzatori, dal canto loro, dovranno essere vestiti in modo altrettanto adeguato; con questo non intendo seriosi abiti da cerimonia nuziale, ma per esempio semplici giacche sportive o polo a seconda del clima stagionale. Si deve insomma fornire un’immagine appropriata (mi ripeto, non importa che sia formale all’eccesso) per le fotografie di rito o le riprese televisive nelle quali si potrebbe essere protagonisti. Sembra banale, ma un ritorno d’immagine è comunque importante e ben percepito anche in un ambito sportivo dilettantistico come quello delle bocce.

Accoglienza

L’aspetto dell’accoglienza degli intervenuti alla manifestazione sportiva si sviluppa sin dall’inizio, ma durante la premiazione può presentarsi l’occasione di dare risalto alle autorità intervenute (magari facendo premiare a loro gli atleti o alcuni di essi), agli sponsor che hanno aiutato finanziariamente l’attuazione dell’evento o semplicemente ai molti collaboratori e volontari che fanno si che l’evento possa filare via liscio, ma che troppo spesso non vengono ringraziati a dovere quando la frenesia dell’evento è passata. Può bastare anche solo un accenno o un ringraziamento al microfono da parte del presentatore della cerimonia della premiazione, ma gli espedienti possono essere diversi. Infine, è sicuramente una buona usanza offrire un piccolo rinfresco a tutti gli intervenuti, in modo da protrarre l’aspetto di aggregazione (ed il cibo è sempre un ottimo collante!) oltre quello dello sport fine a sé stesso.

Per concludere questi brevi consigli sulla premiazione, suggerisco ai membri organizzatori delle società bocciofile di pianificare a tavolino tutti questi singoli punti focali, anche solo per stabilire se ed in quale misura sono in grado di soddisfarli, sia che si tratti di una gara singola sia di una manifestazione sportiva più impegnativa.

Christian Petrucci

10/10/2013 at 16:20 Lascia un commento

Andare al punto: consigli e suggerimenti di management sportivo di Christian Petrucci

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Christian Petrucci

Il mondo dello sport oggi chiama le Società ad affrontare nuove e appassionanti sfide che vanno oltre il risultato sportivo: si parla di gestione, comunicazione, organizzazione eventi e ricerca fondi. FIB Toscana desidera proseguire il lavoro di sostegno alle Società introducendo una riflessione sul tema della promozione di sé e del management sportivo. Questo perché facciamo tante cose belle, siamo un presidio sociale sul territorio, portiamo avanti grandi progetti sportivi, di solidarietà, di educazione, ma non sempre siamo capaci di raccontarlo. Quando incontriamo Enti e Amministrazioni riusciamo a comunicare tutte le nostre potenzialità? E come ci presentiamo agli occhi di un eventuale sponsor? E di fronte ai media?

Per aiutarci a rispondere a queste domande abbiamo chiesto supporto a Christian Petrucci, istruttore e consulente di management dello sport, che fino a dicembre ci accompagnerà con “Andare al punto“: consigli, suggerimenti e strumenti pratici per migliorare l’ideazione, la promozione e la comunicazione delle attività delle Società Bocciofile.

“Da sempre ho praticato sport” dice Christian Petrucci. “Dopo un’infanzia ed un’adolescenza a tutto calcio mi sono appassionato a quello sport controverso ed affascinante che è il football americano e tuttora continuo tale pratica. Nel frattempo ho deciso di indirizzare le mie attenzioni verso lo studio vero e proprio dello sport iscrivendomi all’ISEF di Firenze. Terminati questi studi, ho deciso di approfondire ulteriormente le mie conoscenze frequentando la Laurea specialistica in Management dello Sport e delle Attività Motorie presso la facoltà di Medicina e Chirurgia di Firenze. Lo studio intrapreso in quegli anni, riguardante la gestione dei molteplici aspetti dell’ambiente sportivo, mi ha anche portato a collaborare con la Federazione Italiana Baseball e Softball fino al 2012. Da questi studi e da tutte le mie esperienze lavorative e non in ambito sportivo ho tratto degli spunti interessanti che spero possano essere utili per chi si muove in un ambiente dell’associazionismo sportivo dilettantistico come quello delle bocce.”

Perchè oggi è importante parlare di marketing sportivo anche nelle Società Bocciofile?
Semplicemente perché lo è sempre stato. Quello che comunemente viene definito marketing può semplicemente essere visto come l’insieme di studi, di strategie e di azioni volti a far appassionare, e magari ad affiliare, il maggior numero di persone alla pratica sportiva. E’ da sempre la chiave di volta e la “guerra” che combattono tutti gli addetti ai lavori delle varie associazioni sportive, no?

Si tratta di una scelta obbligata per chi vuole sopravvivere in questo mercato molto competitivo?
Direi che la scelta obbligata si deve riferire al fatto di provare a trovare strade nuove per perseguire gli obiettivi che ci siamo prefissati. E questo è un aspetto delicato: basti per esempio pensare a quante volte ci si imbatte in persone radicate in preconcetti troppo spesso mascherati sotto il nome di “tradizione”.

Non si snaturano così i valori e gli ideali che stanno alla base del movimento sportivo?
Per come la vedo io, l’unico modo di snaturare tali ideali è quello di ricorrere a modi illeciti e scorretti per raggiungere il traguardo. Va benissimo l’apertura mentale all’innovazione ed alle collaborazioni più disparate, ma, nello sport, sono ancora totalmente in disaccordo col pensiero che il fine giustifichi i mezzi…

Senza “tradire” dunque lo spirito e l’etica, è possibile utilizzare leve e trucchi per migliorare la propria gestione economica e la propria visibilità… e magari anche il numero degli iscritti?
Certo! Anche se non parlerei propriamente di “trucchi”, il punto focale della questione è questo: mantenere la propria coerenza e filosofia di base mentre si lavora per raggiungere i risultati legati alla promozione, alla visibilità ed all’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse economiche che, come purtroppo tutti sappiamo bene, in un momento come questo, sono quantomeno di difficile reperibilità. E’ questa la sfida che, alla fin fine, rende affascinante il management dello sport.

Appuntamento al 10 ottobre con il primo post di “Andare al punto“!

04/10/2013 at 13:06 Lascia un commento


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