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Orbetello d’argento agli italiani offre al pubblico romano un florilegio di emozioni

Il C.B.Orbetello vola in finale per la Categoria B dei Campionati italiani di Categoria per Società 2015 in un torrido pomeriggio di luglio e si regala e regala alla toscana un’importante medaglia d’argento.
La cronaca racconta di un primo tempo opaco e quasi rassegnato per la squadra del Tecnico Lino Zito, del Capitano Leonida Maiuri e degli atleti Simone Mazzolai, Massimo Macelloni, Franco Besusso, Mauro Gennari e Claudio Tonnicchi.
Entriamo in campo poco reattivi e la Pineta dei grandi raffatori ci prende a pallate: siamo poco lucidi e precisi e tuttavia sprechiamo almeno un paio di buone occasioni, una per campo. Il verdetto del primo tempo è impietoso: giriamo 4 a 0 per i nostri avversari.
Sembra una “caporetto”, la finale è compromessa e il “cappotto” è nell’aria. Ora il punto della bandiera sembra per noi l’unico obiettivo e lo vogliamo con le unghie e con i denti e non ci va di essere umiliati.
Rientriamo in campo con feroce determinazione, “Massimo del Macelloni“, sicuramente tra i top players della kermesse capitolina, scuote e trascina i compagni e le sue giocate annichiliscono gli avversari. Vogliamo un punto, lo vogliamo velocemente e lo otteniamo velocemente! Qualcosa forse in campo sta cambiando, ma per le nostre speranze ci serve ancora un’altro punto.
Si lotta palla su palla: Zito, autentico e unico demiurgo di questa formazione, trasmette carica, grinta, esperienza ed energia ai suoi giocatori. Confidiamo nel secondo punto e quando questo arriva dalla corsia quattro si accende la bagarre: la panchina è scatenata e tutti i lagunari entrano in “trance agonistica”. Le telecamere sono per la libera, ma pubblico, atleti, tecnici, dirigenti, arbitri e direttore di gara, trascinati in questo vortice di emozioni, sono calamitati dalle nostre vicende.
E’ un pomeriggio vietato ai deboli di cuore e dalle tinte forti che danno senso e peso specifico ad una finale degna di questo nome. Ora i leoni siamo noi e il cuore lagunare batte forte e corre veloce. Arriva anche il terzo punto, un punto che potrebbe tramortire gli avversari. Ora rimane l’ultimo step per la lotteria dei pallini, è IL MOMENTO DECISIVO, L’ATTIMO FUGGENTE: punto a punto mettiamo avanti la testa, una “corta incollatura” e andiamo 7 a 6, ma le energie fisiche e mentali sono al lumicino. L’ottimo Di Giuseppe della Pineta si salva due volte con il pallino, poi ancora due occasioni che non si materializzano ed è così che per noi si concretizza l’ineluttabile e amaro destino della sconfitta.
Usciamo da questi Campionati a testa alta con la simpatia e i complimenti dei presenti e un intenso e liberatorio applauso tributatoci dai nostri avversari. Certamente questi eventi, legati al pathos, non rimarranno negli annali dei Campionati, ma sicuramente rimarranno nella nostra memoria in maniera indelebile.
Antonio Arbitrio











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