Posts tagged ‘Bocce’

Il libro del mese: Australian Cargo

Per il libro del mese stavolta ci trasferiamo in Australia grazie alle pagine di Alex Roggero che nel 2004 ha pubblicato per i tipi di Feltrinelli “Australian Cargo“. Oggi lo trovate anche in edizione economica qui sul sito dell’Editore.  Sulla quarta di copertina leggiamo la sinossi: “La nave mercantile “Optimism” naviga attraverso i mari del mondo, seguendo una rotta di ventisettemila chilometri che parte da Sydney e finisce a La Spezia. A bordo, un solo passeggero, giunto in Australia seguendo pochi indizi: una manciata di fotografie e alcuni documenti ritrovati nel baule del nonno. La terra rossa d’Australia narrata e vissuta dai vagoni dell’Indian Pacific, il treno che attraversa per 4500 chilometri il continente, e poi in auto attraverso Queensland, lungo 3000 chilometri di piste nel bush, fino alle fattorie dell’outback. Sulla Grande Barriera, dove vivono le tartarughe giganti, termina il viaggio nel paese meno popolato del mondo, la “never-never land“, la terra che, una volta visitata, nessuno riesce a dimenticare”.

Quello che ci ha incuriosito nel testo è che l’autore/viaggiatore incontra sul suo cammino le bocciofile australiane e dice che “i circoli delle bocce sono una vera istituzione nelle città australiane. Qui la gente viene a socializzare, a bere e a giocare al pokey, il video poker. Per entrare bisognerebbe essere membri del club, ma per fortuna questa non è l’Inghilterra e tutti sono ben accetti”.

In Australia, terra che per molti anni ha accolto (non sempre a braccia aperte) gli immigrati europei, il gioco delle bocce è sempre molto diffuso. Ma come ci spiega Luigi Jorio nel blog di swissinfo “i migliori giocatori di bocce svizzeri e italiani non avrebbero alcuna chance in Australia. Da queste parti le bocce sono più pesanti da un lato, ciò che le fa rotolare lungo una traiettoria a rientrare. O ad uscire. Gli spettatori ai lati sono avvertiti.”

Maccheroni e bocce sbilenche - foto di Luigi Jorio - swissinfo

15/01/2010 at 07:00 Lascia un commento

Le bocce al cinema: Via tutti!!!

Bocce, cinema e ironia. Ecco un’esilarante scena del film “Fantozzi – Il ritorno“: nono capitolo della saga fantozziana, realizzato nel 1996. È l’ultimo film di Fantozzi in cui compare Gigi Reder, il mitico Ragionier Filini. “Bocci, Filini, bocci!”

11/01/2010 at 07:00 Lascia un commento

Il libro del mese: Tea Patata

Tea Patata è un libro per bambini. L’ha scritto Donatella Ziliotto, scrittrice triestina e prima traduttrice italiana della mitica Pippi Calzelunghe, per i tipi di Feltrinelli, collana Kids. Sbuk. Consigliato a partire da 8 anni, è un libro che fa ancora discutere “ponendo a confronto i bisogni immutabili e immutati dei bambini e la velocità di cambiamento del mondo adulto.”  Nel piccolo brano che riportiamo qui sotto, l’autrice descrive il punto di vista di Tea sull’amaro destino di un boccino…

“Tea Patata rimase a seguire il gioco delle bocce. Le bocce grandi erano rossicce, o grigie; solo il boccino era biancastro. Veniva messo in un punto, e le bocce grandi tentavano di colpirlo, o gli si avvicinavano minacciosamente. Povero boccino, un vero assalto da ogni parte: come faceva a difendersi, così senza braccia e senza gambe? Bisognava aiutarlo, fare smettere quella guerra, fare in modo che non si ripetesse più-

– Dài, dài – gridavano gli amici di Narciso, in panciotto. Grandi e grossi, tutti contro quel povero boccino.

– E ora, prima della prossima partita, un buon litro ci vuole – disse a un certo punto Narciso.

Se ne andarono tutti sotto una quercia.

Maria Longa portò salame, vino, olive, cubetti di formaggio con lo stecchino.

Tea Patata si guardò intorno. Rimaneva lei soltanto, a tu per tu con il boccino. Si mise a pancia in giù sul prato intorno alla pista, come se dovesse ripescarlo da un fiume. Era tutta rossa dallo sforzo, ma alla fine lo raggiunse con la mano. Lo mise nel tascapane e marciò verso il boschetto di pini.”

Un consiglio di lettura per i più piccoli durante le vacanze di Natale? Bhe, sicuramente un’occasione di riflessione anche per gli adulti. Per tenere sempre a mente che i bambini ci guardano, anche quando giochiamo a bocce!

15/12/2009 at 17:49 Lascia un commento

Il libro del mese: L’ultima estate

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Il libro che vi presentiamo oggi si intitola L’ultima estate: pubblicato da Feltrinelli una decina di anni fa, è uno dei testi più conosciuti di Daniel Picouly. “E’ l’alba del 4 agosto 1962. La famiglia Picouly è in Algeria, a Fort de l’Eau, a pochi chilometri dalla capitale. Madre, padre, due sorelline e il fratello Serge. Daniel ha quattordici anni, ma in giro dice di averne solo dodici. Sul giornale di Algeri ha letto che “il sole sorgerà per l’ultima volta”, e vuole vivere questa giornata sin dall’alba. Per l’Algeria è il momento di proclamare la propria indipendenza: questo grande evento storico, questa lunga giornata, segneranno per il protagonista un virtuale spartiacque tra i paradisi dell’infanzia e le fredde terre del ritrovarsi adulti.”

Fouka_concours_1933

Fouka (Algeria) - Boules tournament (1933)

Nel corso di questa giornata cruciale c’è spazio anche per il gioco delle bocce, un passatempo che rappresenta qualcosa di più per il giovane protagonista. A pagina 10 si legge: “Devo darmi una mossa, sta per cominciare la partita al campo da bocce. Una partita non è solo la partita. E’ un po’ come le rappresentazioni teatrali a scuola. Cinque atti! Solo che alle bocce non ci fanno le domande alla fine. Quando arrivo sulla piazza gli attori sono già lì. Prima di tutto i giocatori. Quelli che fanno finta di essere passati per caso o quelli che si sono dati appuntamento. Ognuno con la sua maniera di portare le bocce, la camicia a maniche corte e i pantaloni belli comodi. Di solito con i sandali senza calze, e spesso con un cappello leggero nonostante l’ombra degli alberi. La migliore ombra di Fort de L’Eau.”

Sull’autore vi segnaliamo anche questo articolo di Daria Galateria pubblicato su Repubblica e il suo profilo su wikipedia.

15/11/2009 at 00:01 Lascia un commento

Le bocce, ricordi di paese

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“Nel tratto più alto del pozzone Mario costruì un gioco da bocce. Gli costò tanta fatica quel lavoro perché dovette portarvi molta terra e livellarla. Da un lato il gioco era protetto dal muraglione di sostegno della piazza, ma, dall’altro lato e nelle due testate fu necessario proteggerlo con rete metallica poiché confinava con la via che conduceva ai vigneti. Per essa passavano molte persone e la caduta di qualche boccia avrebbe potuto ferire o anche uccidere qualcuno. Le bocce erano diventate uno svago piacevole per i giovani e meno giovani del paese, perché in quei tempi non esisteva la comunicazione con la città come esiste ora. L’unica via che conduceva a La Spezia era una mulattiera lunga alcuni chilometri e assai faticosa, mentre la nuova strada carrozzabile che era stata costruita col Forte di Costa Rossa era riservata solo ai militari. Scarseggiava anche il denaro allora, e pochi avrebbero potuto spendere le due lire che occorrevano per assistere ad una proiezione cinematografica in città. Inoltre vi erano da spendere anche i 40 centesimi del tram elettrico che dall’Acquasanta portava i passeggeri a La Spezia. Questa piccola borgata si trova ai piedi della strada mulattiera. Mario aveva anche diversi amici suoi coetanei a Campiglia coi quali sapeva farsi buona compagnia per il suo carattere molto comunicativo e buono. Giocava a bocce alla domenica con Guglielmo, che lui chiamava Gulé con il cugino Isacco. Gulé era spesso in discussione con Mario. “Tu mi vinci” gli diceva “perché fai il passo troppo lungo quando lanci la boccia, non fare il furbo!”. Guglielmo era operaio in arsenale, era un giovane taciturno con un portamento compassato e molto ordinato nella persona. La sua capigliatura corvina con le onde naturali, sempre accuratamente pettinate, gli dava un’impronta distinta. Il cugino Isacco, chiassoso e ridanciano, riusciva a battere Mario. Isacco era un bel giovane biondo con il corpo atletico e occhi azzurri che faceva innamorare di sé le ragazze.”

Questo brano è tratto da “La mia gente“, testo dedicato a Campiglia (SP) e ai suoi abitanti,  pubblicato da Jolanda Sturlese nel 1976. Ci addentriamo fra i ricordi della signora Jolanda e della Lunigiana ligure perché ci riconosciamo in pieno nello spirito gioioso che animava chi si rimboccava le maniche per il proprio passatempo preferito. Queste antiche parole, atmosfere e dettagli ci confermano, ancora una volta, l’anima popolare dello sport bocce.

Cliccate qui per avere qualche informazione sul borgo di Campiglia e qui per approfondire i ricordi de “La mia gente”.

09/11/2009 at 13:38 Lascia un commento

Non vedenti e ipovedenti: sport e condivisione a Firenze

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L’ A.N.P.V.I. ONLUS Sez. Provinciale di Firenze, con il patrocinio della Presidenza Nazionale dell’ A.N.P.V.I. ONLUS, del coordinamento Regionale della Toscana, del Comune di Firenze, del Comune di Sesto Fiorentino e con la collaborazione dell’emittente Toscana TV organizza Sabato SABATO 7 NOVEMBRE 2009 alle ore 10.00 presso il Circolo “Le Panche” in Via Giulio Caccini 13 a Firenze, un convegno dedicato allo sport per persone prive della vista e ipovedenti.

L’incontro ‘I disabili: sport e condivisione’ sarà presieduto da Fabio Basile responsabile toscano dell’A.N.P.V.I. Testimonial della giornata sono gli assessori del Comune di Firenze Barbara Cavandoli, per lo Sport e Stefania Saccardi, per le Politiche sociali. All’incontro interverranno Silvio Belluomini, atleta di calcetto della polisportiva ‘Silvano Dani’, Cecilia Trinci esperta di sport e disabilità, Manrico Volpi dell’associazione Albatros, Stefano Gori del Gruppo Sportivo di Atletica per non vedenti, Stefano Sarti della Federazione Pesca Sportiva e Attività Subacquea e il professor Valerio Ranieri insegnate di educazione fisica e responsabile dell’attivita’ dei non vedenti per la Federazione Baseball.

Per le Bocce interverrà il nostro consigliere FIB Virgilio Vannucci.

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‘I disabili: sport e condivisione’

SABATO 7 NOVEMBRE 2009 alle ore 10.00

Circolo “Le Panche”, Via Giulio Caccini, 13 – Firenze

 

Cliccando su questo link troverete le indicazioni per raggiungere il circolo.

06/11/2009 at 13:00 Lascia un commento

Bocce di lusso: il set da Pétanque di Louis Vuitton

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Chi l’ha detto che le bocce sono uno sport fuori moda? In occasione dei 100 anni della Pétanque, celebrati qualche anno fa, Louis Vuitton ha realizzato un esclusivo set di bocce in pelle destinato a una clientela molto selezionata. Le nove bocce in pelle con l’arcinoto monogramma LV costano, infatti, circa 1500 Euro. Pare che diano la stessa sensazione di gioco di quelle della Pétanque, che sono in metallo e vuote all’interno. Il set è racchiuso in una elegante valigetta beige in pelle, con tasca per taccuino segnapunti e matita, a sua volta custodita in una sacca in alcantara. Très Chic!

02/11/2009 at 14:42 Lascia un commento

Corso educatori: le immagini del secondo incontro

Pubblichiamo qualche immagine del secondo incontro del CORSO di FORMAZIONE e/o AGGIORNAMENTO per EDUCATORI di BASE che si è svolto sabato 17 Ottobre al Bocciodromo comunale di Sesto Fiorentino. Potrete sicuramente riconoscere Cecilia Trinci, Enza Lombardi, il Presidente Regionale Giancarlo Gosti e i “nostri” attenti e partecipi corsisti.

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27/10/2009 at 12:49 Lascia un commento

Corso: nuovi documenti da scaricare

The 'boules' of 'jeu de boules' - Saint-Auvent, France - photo Erik Meylemans

The 'boules' of 'jeu de boules' - Saint-Auvent, France photo Erik Meylemans

Invitiamo i corsisti che hanno partecipato al secondo incontro del CORSO di FORMAZIONE e/o AGGIORNAMENTO per EDUCATORI di BASE che si è svolto sabato scorso al Bocciodromo comunale di Sesto Fiorentino a scaricare il file in formato .pdf del progetto “SPORT a SCUOLA”.

Per scaricare il documento cliccare progetto sport a scuola.

19/10/2009 at 11:53 Lascia un commento

Le bocce in Toscana: il libro del mese

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“Toscana, esiste un’altra regione al mondo il cui nome evochi emozioni e immagini più forti? Per quelli che non hanno mai avuto il piacere di trascorrere un soggiorno in Toscana, la semplice idea di farlo è esaltante: con questo libro se ne ha un piccolo, ma stuzzicante assaggio: vediamo paesaggi, visitiamo case, cogliendo l’essenza della regione.”

Questa la quarta di copertina del libro fotografico che l’editore tedesco Taschen ha pubblicato nel 2003 nella collana Icons. “Rispolveriamo” questa pubblicazione per segnalarvi che fra le foto rappresentative dello stile toscano, di quel modo di vivere tipico della “Toskana” tanto amata dai tedeschi, è stata scelta quella di un “pallaio” con delle bocce colarate. “L’essenza della nostra regione” passa anche dal gioco più antico del mondo: le bocce.

 

Il libro lo potete sfogliare qui oppure acquistare qui.

16/10/2009 at 07:00 Lascia un commento

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