“Il gonfalone d’oro”, un successo toscano

14/07/2009 at 19:47 Lascia un commento

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La prima edizione de “Il gonfalone d’oro”, torneo di bocce fra comuni della Toscana, si è conclusa con l’appassionante vittoria della squadra del Comune di Montemurlo, composta dagli atleti Bichi, Mazzanti, Martini, Masotti, Mattei, Gelli e Nardi guidati dal tecnico Tatarelli e dal dirigente Menchetti, che durante una intensa finale notturna ha superato con il punteggio di 23 a 22 quella del Comune di Castelfiorentino che schierava Colombo, Gelli, Martire, Bigazzi, Colca, Marosi, Cannata accompagnati da Temperini, tecnico, e Cioni, dirigente. A seguire, terze a pari merito, le squadre dei Comuni di Montelupo e di Empoli.
Fortemente voluta dalla Federazione Italiana Bocce Toscana e organizzata in collaborazione con il Comune di Castelfiorentino, patrocinata, inoltre, dalla Regione Toscana, dalla Provincia di Firenze e dai sedici comuni partecipanti, la prima edizione della competizione ha avuto luogo fra il 5 e il 15 Maggio scorsi presso il campo della Società Bocciofila “I’ GIGLIO” di Castelfiorentino. Le rappresentative dei Comuni di Agliana, Castelfiorentino, Castelfranco di Sotto, Certaldo, Empoli, Montale, Montelupo, Montemurlo, Montespertoli, Poggibonsi, Prato, Quarrata, Santa Croce, San Gimignano, Signa e Viareggio hanno gareggiato alla conquista del “Gonfalone d’oro” sfidandosi con grande impegno e passione nella più tradizionale delle specialità toscane: lo “striscio”. Nella prima metà del secolo scorso, ogni paese toscano aveva il suo piccolo campo di bocce, ognuno governato da regole e modalità di gioco proprie, tutti accomunati, però, dalle stesse caratteristiche: campi di gioco a fondo “baulato”, ossia “con le sponde rialzate in modo che la boccia oscillasse da un lato all’altro”, e tutti realizzati in terra battuta con la buca a fondo campo e un chiodo al posto del pallino e bocce di legno, generalmente di sorbo, lasciato stagionare almeno un anno sotto l’acqua corrente prima di essere lavorato da abili falegnami che, tornendolo, ottenevano sfere perfette. Tipico della società agricola toscana, lo “striscio” è una specialità unica che la FIB toscana ha voluto salvaguardare dall’oblio promuovendone la conoscenza e veicolando, attraverso una gara fra “campanili”, un passato fatto di identità, valori e legami che può esserci utile alla comprensione del nostro futuro, non solo sportivo. Per l’occasione, la Federazione toscana ha curato e promosso, inoltre, una pubblicazione dedicata al territorio dove ogni Comune partecipante alla gara ha trovato largo spazio per promuovere le proprie specialità e la propria zona. Uno strumento di facile consultazione che ha permesso di soddisfare le curiosità di atleti, tecnici e familiari e di approfondire la storia del gioco delle bocce per chi ne vedeva una gara per la prima volta.
La manifestazione si è conclusa la mattina del 16 Maggio con il convegno “Le regole del gioco. Lealtà – Etica – Inclusione”, riflessione sul mondo dello sport e sui suoi valori, presieduto da Giancarlo Gosti. L’auditorium della scuola Enriquez, che ospitava i lavori, si è riempito, sorprendendo un po’ di tutti, di atleti, cittadini e ragazzi delle scuole superiori ed elementari e loro familiari che, coinvolti in un concorso grafico tematico, hanno assistito con attenzione agli interventi dei relatori Laura Cantini, Sindaco di Castelfiorentino, Andrea Barducci vice Presidente della Provincia di Firenze, Paolo Ignesti, Presidente CONI Toscana, Stefano Cinci, Presidente Polisportiva “I GIGLIO”, Virgilio Vannucci, Consigliere FIB Toscana, e Marzia Caselli che ha portato la propria esperienza di genitorialità, disabilità e integrazione. Quando è stato il turno del professor Ario Federici dell’Università di Urbino, anche i più piccoli sono stati rapiti dalla sua presentazione animata sulla storia e l’attualità del fair play. A questo proposito, la direttrice del circolo didattico, Giuseppina Napoli, si dice grata alla Federazione per aver creato questa occasione di confronto fra generazioni e riflessione su temi che hanno aperto nuove prospettive ai ragazzi. Entusiasta e piacevolmente colpita, sottolinea inoltre la dottoressa, “dall’impegno e l’attenzione che i ragazzi della scuola primaria hanno dimostrato nell’affrontare temi impegnativi come l’etica e il rispetto per regole di convivenza che vanno oltre il divertimento”. Per preparare i lavori per il concorso, dai disegni ai plastici a presentazioni in power point, “i ragazzi” continua la dottoressa Napoli, “hanno portato avanti un vero e proprio lavoro di ricerca con interviste agli anziani del posto e a giocatori “storici” che frequentano il locale bocciodromo”. Un recupero della tradizione, un’osservazione attenta e uno scambio fra generazioni reso possibile dal lavoro di maestre motivate e preparate che hanno percepito il senso aggregante e di educazione e crescita che il gioco delle bocce porta da sempre con sé. Durante la cerimonia di chiusura della manifestazione, hanno portato il proprio saluto numerosi sindaci e amministratori dei comuni partecipanti. “La presenza di diversi colleghi” dice l’assessore allo sport del comune di Castelfiorentino, Sandro Bartaloni, “dimostra che queste occasioni ci uniscono e ci ricordano il bello del governare il territorio” e aggiunge una dichiarazione d’intenti: “Sicuramente Castelfiorentino, Comune ospitale per storia e tradizione, ha il compito di aiutare a promuovere in altri luoghi questa manifestazione” proponendola come momento aggregante e socializzante e occasione di valorizzazione del proprio territorio. Obiettivi condivisi anche dal presidente FIB Toscana, Giancarlo Gosti che, soddisfatto per il grande coinvolgimento all’evento di atleti, cittadini, studenti si proietta già verso l’organizzazione dell’edizione 2010 della manifestazione.

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