Posts filed under ‘Libri’

Bocce e letteratura: una novella di Verga

Foto Ettore Grifas

… e chi vive si dà pace

da “Vagabondaggio” (1887) di Giovanni Verga

“Come la batteria partiva a mezzanotte, Lajn in Primo aveva invitato la sua ragazza a desinare – una gentilezza per mostrarle il dispiacere che provava nel lasciarla. – Sapevano giusto un’osteria di campagna, appena fuori la porta, bel sito e vino buono, quattro ciuffetti di verde al sole, l’altalena e il gioco delle bocce, i tavolinetti sotto il pergolato, da starci bene in due soli, senza soggezione; e subito dopo la campagna larga e quieta, grandi fabbriche in costruzione, tutte irte di antenne, un folto d’alberi a diritta, e in fondo la linea dei monti, che digradavano.” Cliccate qui per leggere tutta la novella.

25/07/2012 at 13:33 Lascia un commento

Le bocce a Lucca entrano nei fantasy

Bocce in un libro fantasy? Sì, sì! Fra le pagine del romanzo d’esordio di Serena Pieruccini Dolcemente Tenebroso – Il risveglio di Lucilla” Felici Editore, premiato domenica 10 giugno al San Giorgio di Mantova Fantasy. I morti che risiedono nel cimitero urbano della città di Lucca la notte riemergono dalle tombe per chiacchierare, giocare a carte e… naturalmente a bocce! Lo trovate sul sito della scrittrice e anche qui.

15/06/2012 at 10:30 Lascia un commento

La petanque fra le “101 cose da fare a Parigi almeno una volta nella vita”

Parigi è sempre Parigi! Se state progettando un week end primaverile nella ville lumiere vi consigliamo di leggere “101 cose da fare a Parigi almeno una volta nella vita” di Sabina Ciminari. Questo libro “vi farà vivere la città come la vivono i parigini, lontano dai percorsi già battuti e vicino agli imperativi dei nostri cugini d’oltralpe: liberté, égalité, fraternité.” E indovinate un po’ cosa fanno i parigini? Ovviamente giocano a petanque! La 76esima cosa da fare a Parigi? Riposarsi su una sedia del Senato dopo aver giocato a bocce.

16/05/2012 at 11:38 Lascia un commento

Bocce e mamme, dalle pagine alle piste: le foto della serata

Successo per la presentazione del libro “Mia madre, mia eterna margherita” al bocciodromo comunale di Scandicci ieri sera. Un pubblico non solo femminile ha ascoltato con attenzione i brani letti dalle autrici Cecilia Trinci ed Erica Gardenti e gli interventi delle associazioni “Ada” e “Mamme amiche”. Importante la presenza degli assessori del Comune di Scandicci Simona Bonafè e Agostina Mancini… e anche la loro prestazione in campo. Guardate le foto della gara sul nostro profilo Flickr e ammirate le mamme in azione.

27/03/2012 at 14:40 Lascia un commento

Campionati Regionali: una serata dedicata alle mamme fra bocce e letteratura

La copertina del libro

Mia madre, mia eterna margherita” è un piccolo libro pubblicato dalla casa editrice SoleOmbra di Firenze. Erica Gardenti Cassigoli, Marisa Del Re e Cecilia Trinci, le autrici, ripercorrono intensi momenti della loro vita condivisi con la propria madre: momenti che diventano ricordi, riflessioni e considerazioni sul rapporto più intenso e unico – ma a volte anche conflittuale – che la maggior parte dell’umanità si trova ad affrontare nel proprio cammino.

Alle 20.30 di oggi presenteremo questo libro al Bocciodromo comunale “Tamiro Martelli” di Scandicci nell’ambito delle iniziative legate ai Campionati Regionali: ne parleremo con le autrici e con le amiche di Ada, Associazione Donne Arabe, e di  “Mamme amiche”.

Logo Mamme amiche

Ci attende una serata davvero speciale perché, dopo la presentazione del libro, tutte le mamme scenderanno in campo e si misureranno con le bocce. In campo anche l’Assessore alle pari opportunità del Comune di Scandicci Simona Bonafè che ha coinvolto nella nostra iniziativa anche altre rappresentanti delle Istituzioni locali.

26/03/2012 at 13:42 Lascia un commento

Il bicentenario di Charles Dickens e le bocce

Nel bicentenario della nascita di Charles Dickens, Fib Toscana desidera ricordare il grande scrittore inglese attraverso alcune pagine da lui dedicate alle bocce. Mr. Dick, per esempio, lo strano coinquilino della zia di David Copperfield, Betsey Trotwood, ama assistere alle partite di bocce: “Quante ore d’estate, passate ad assistere al giuoco delle bocce, non gli parvero semplici istanti beati!”

Mr. Dick and his kite di Frank Reynolds

Charles Dickens nel 1843 visitò l’Italia e oggi La Stampa ricorda i suoi reportage non troppo lusinghieri del nostro Paese con un articolo di Richard Newbury. (Cliccate qui per leggereDickens in Italia sull’orlo del vulcano”). Durante il suo viaggio italiano, lo scrittore si fermò ad Albaro, presso Genova, e descrisse così il gioco delle bocce sulla piazza del paese: “Subito fuori dalla chiesa, gli uomini col berretto rosso in testa e la giacca sulle spalle (non se la mettono mai), giocavano alle bocce e compravano gli zuccherini. Quando cinque o sei di essi avevano finito una partita, entravano in chiesa, si segnavano con l’acqua santa, si inginocchiavano per un momento con una gamba, e poi uscivano di nuovo per fare un’altra partita a bocce. Sono abilissimi in questo passatempo e sono usi giocare sulle vie e sulle straducole sassose e sul terreno più ineguale e meno adatto allo scopo, con la stessa precisione che se si trovassero davanti ad una tavola da biliardo.”

 

07/02/2012 at 13:34 Lascia un commento

“… di fortuna il rigor sprezzo orgogliosa” : la galleria fotografica

Foto di Raffaello Gramigni, Quintozoom

Abbiamo caricato sul nostro profilo Flickr le foto che Raffaello Gramigni del Gruppo Quintozoom ha realizzato ieri sera in occasione della serata dedicata ai 150 anni di Unità nazionale al femminile con la  LETTURA SPETTACOLO da “I SAVOIARDI”, alla presenza dell’autrice Maria Pagnini, a cura di Chiara Riondino e la sua chitarra. Sono intervenuti Erica Gardenti di Soleombra Edizioni, Francesca Albano della Libreria Rinascita, l’assessore Massimo Rollino e l’assessore Gabriella Bruschi. La serata, guidata da Cecilia Trinci, si è chiusa con una simpatica partita a bocce con gli assessori. Guardate la galleria: cliccate qui!

09/09/2011 at 13:15 Lascia un commento

Incontri, libri, concerti e tutti gli eventi dei Campionati Italiani Femminili

Scaricate la locandina in formato .pdf della settimana di incontri, eventi, libri concerti e sport in programma per i Campionati Italiani Femminili di Bocce specialità Raffa al bocciodromo di Sesto Fiorentino dal 5 all’11 settembre.  Cliccate qui: Campionati Italiani Femminili Locandina

LUNEDI 5 SETTEMBRE
Emergency e le donne in Afganistan
in collaborazione con Gruppo Emergency Sesto Fiorentino e Calenzano
Ore 21.00 RITA CERRI, ginecologa, racconta il lavoro  dell’Associazione nel centro maternità di Anabah
Ore 22.00 CONCERTO dei “SUONATORI TERRA TERRA

 
MARTEDI 6 SETTEMBRE
Affacciate alle sponde dello stesso mare
Donne, famiglia, sport e cultura dal mondo arabo
in collaborazione con ADA Associazione Donne Arabe e Centro d’ascolto
Ore 18.30 RITROVO E PRESENTAZIONE ASSOCIAZIONE
A seguire cena/buffet gratutita con piatti dalla tradizione araba
Ore 21.00 CANTI E GIOCHI DI BOCCE

 
MERCOLEDI 7 SETTEMBRE
Pari! Il gioco delle bocce ci rende tutti uguali
Serata di sport e inclusione con atleti diversamente abili
in collaborazione con Centro Felicittà, Ass. Coala e Aics Toscana
Ore 18.00 GIOCHI DI BOCCE
Ore 20.00 PAUSA RISTORO
Ore 21.00 GIOCHI DI BOCCE E MUSICA

 
GIOVEDI 8 SETTEMBRE
“… di fortuna il rigor sprezzo orgogliosa”
150 anni di Unità italiana: coraggio e diritti al femminile
Ore 21.00 LETTURA SPETTACOLO DA: “I SAVOIARDI” DI MARIA PAGNINI
a cura di CHIARA RIONDINO e la sua chitarra: BRANI AL FEMMINILE NEL PERIODO DEI NOSTRI RE
intervengono
ERICA GARDENTI – SOLEOMBRA EDIZIONI
FRANCESCA ALBANO – LIBRERIA RINASCITA DI SESTO FIORENTINO

 
VENERDI 9 SETTEMBRE
Serata apertura Campionati Italiani Femminili
in collaborazione con Pro Loco Sesto Fiorentino e Associazione DONNE ARABE
Ore 21.00 APERTURA DEI CAMPIONATI
ALLA PRESENZA DELLE AUTORITÀ LOCALI
CON BRINDISI DI BENVENUTO ALLE RAPPRESENTATIVE PARTECIPANTI

SABATO 10 SETTEMBRE
Giovani e Futuro: analisi e prospettive
Ore 09.30 PRESENTAZIONE PROGETTO GIOVANILE FIB TOSCANA
presso la sala convegni della Biblioteca Comunale di Doccia  – Sesto Fiorentino

Campionati italiani femminili
Ore 09.00 ELIMINATORIE CAT. C-D  sui campi della provincia di Firenze e Prato
Ore 14.00 ELIMINATORIE CAT. B-C  sui campi della provincia di Firenze e Prato
Ore 19.30 ELIMINATORIE CAT. A  sui campi della provincia di Firenze

DOMENICA 11 SETTEMBRE
Campionati italiani femminili
Ore 09.00 QUARTI E SEMIFINALI sui campi della Provincia di Firenze
Ore 14.30 FINALI c/o Soc. Bocc. Sestese – Sesto Fiorentino
Ore 17.00 PREMIAZIONE E CHIUSURA MANIFESTAZIONE

03/09/2011 at 11:49 2 commenti

Il libro del mese. Hotel Bella Vista di Colette.

“Il gioco delle bocce è un bel gioco, come tutti quei giochi la cui pratica può rivelare nel giocatore un tratto del suo carattere. Buon tiratore, con mia grande sorpesa, il signor Daste, prima di gettare la sua boccia, la teneva nascosta quasi dietro la schiena. Il braccio con la piccola mano ben curata e la boccia sorgevano assieme, e la boccia chiodata piombava su quella dell’avversario con un forte colpo che mandava quasi in estasi il signor Daste.”

Il signor Daste gioca a bocce all’Hotel Bella Vista, un piccolo e grazioso albergo in Provenza, dove Gabrielle Colette passa una settimana di riposo e ne ricava quattro racconti. Hotel Bella Vista è anche il titolo del libro che vi presentiamo oggi nel quale il filo conduttore sono gli avvenimenti della vita che accadono nell’hotel gestito da “due donne, molto diverse tra loro, una delicata e femminile, l’altra forte e autoritaria. Una coppia di lesbiche, immagina Colette. Ma in realtà la decisa Madame Ruby è semplicemente un vero uomo che ha scelto quel travestimento per sfuggire alla polizia. Gli altri tre racconti della raccolta toccano il mondo dei café chantant dove Colette ha recitato, cantato e ballato esibendo con grande scandalo la sua nudità; la Tangeri affascinante e piena di tentazioni degli anni Venti; la Borgogna dell’infanzia dell’autrice.”

Colette in Rêve d'Égypte

Colette, pseudonimo di Sidonie Gabrielle Colette nasce a Saint-Sauveur-en-Puisaye, il 28 gennaio 1873 è uno dei miti nazionali francesi. Scrittrice, attrice, spesso nuda durante le sue esibizioni, autrice e critico teatrale e cinematografico, giornalista e caporedattore, sceneggiatrice, estetista e commerciante di cosmetici. Tre mariti e un amante giovanissimo (trent’anni meno di lei), scandalosa ed anticonformista ha fatto della sua vita e della sua opera una dichiarazione continua di indipendenza, anticonformismo ed emancipazione contro le convenzioni e la morale.

Nel 1953, a 80 anni, Colette che ormai è divenata un idolo, riceve numerose onorificenze quali la medaglia della Città di Parigi, l’elezione a membro onorario del National Institute of Art and Letters di New York, e il grado di Grand’Ufficiale della Legion d’onore. Il 3 agosto 1954, dopo una lunga malattia, Colette si spegne a Parigi, nella sua stanza al Palais-Royal. La chiesa le rifuta i funerali religiosi ma, prima donna in Francia, riceve funerali di stato nella corte d’onore del Palais-Royal. È sepolta nel cimitero di Père Lachaise.

“Giocatrice dell’altro campo, Madame Suzanne si classificava più o meno allo stesso livello mio, che “puntavo” nel campo Daste. A volte io riesco a puntare molto bene, a volte sono una schiappa”.

L’avreste mai detto che le bocce potessero esser un “passatempo” anche per una irriverente anticonformista come madame Colette?

Se volete acquistare il libro lo potete fare on line, qui sul sito di IBS o di Bol, solo per fare qualche esempio.

03/12/2010 at 12:43 Lascia un commento

Il libro del mese: La riscoperta dell’America

“George non volle giocare a tennis, sebbene Lulie lo conoscesse come un discreto giocatore, e seguitò a brontolare che quel che gli serviva era un buon campo di bocce, di quelli duri. Si seppe che c’era un campo di bocce giù vicino al deposito, quindi quando cominciò a far freddo nel campo da tennis si pigiarono tutti in due automobili e andarono a giocare a bocce.”  Dove siamo oggi? Negli Stati Uniti, ma più esattamente a pagina 280 di “La riscoperta dell’America” di John Dos Passos.

Per raccontarvi il libro e il suo autore prendiamo in prestito il testo che segue dal sito della casa editrice Baldini Castoldi Dalai:

“È noto il giudizio che Jean-Paul Sartre dette di Dos Passos:  il più grande scrittore del nostro tempo. Si può anche non essere d’accordo con un’opinione così decisa, peraltro condivisa da molti, tra cui Cesare Pavese che lo tradusse. In ogni caso Dos Passos è stato un punto di riferimento per intere generazioni tra la prima e la seconda guerra mondiale.

La riscoperta dell’America” è il capolavoro della maturità dello scrittore statunitense. Il protagonista, Jay Pignatelli, alter ego di Dos Passos, figlio di uno stravagante avvocato e della sua adorata amante, trascorre gli anni giovanili, durante e dopo la Grande Guerra, in giro per l’Europa e il vicino Oriente. Sono tempi avventurosi e Jay li attraversa con animo spavaldo ma non sempre con grande successo: gli manca l’abilità del padre per cavarsi d’impaccio nelle situazioni più difficili. Fino a che si trasferirà in America dove le cose cominceranno a girare per il verso giusto.

In questo romanzo, Dos Passos non guarda più agli Stati Uniti con l’ottica social-rivoluzionaria della sua gioventù. Al contrario, tesse l’elogio, struggente e nostalgico, del suo «Paese d’adozione», ribaltando la visione pessimistica dei suoi scritti precedenti.

«Noi abbiamo appena graffiato la superficie del nostro Paese, è un Paese ancora da scoprire; una terra appena trovata… Tutto è da fare. È ancora nuova e fresca come il giorno che mio nonno, con un sacco a pelo sulle spalle, scese incespicando dalla passerella di un maleodorante veliero. Mezzi nuovi ancora grezzi, informi, disorganizzati. Ecco perché dobbiamo tentare e ritentare ogni volta che si fallisce.»”

Tentare e ritentare ogni volta che si fallisce. Non lo facciamo anche noi ogni volta che proviamo ad andare a pallino?

Per acquistare il libro potete andare qui, sulla pagina  che gli dedica il sito della casa editrice:

http://shop.bcdeditore.it/product.php?productid=2144&cat=0&page=1

01/11/2010 at 10:47 Lascia un commento

Il libro del mese: Asterix e il giro in Gallia

Un consiglio di lettura divertente per l’estate? La “nostra” tutor Enza Lombardi ci segnala Asterix e il Giro di Gallia, la quinta storia della serie di Asterix, scritta da René Goscinny e disegnata da Albert Uderzo.
È la prima in cui compare il cane Idefix, che segue Asterix e Obelix per tutto il loro viaggio attorno alla Gallia. Viaggio motivato da una scommessa fatta da un romano, il prefetto delle gallie, Lucius Fiordilotus, secondo cui Asterix non sarebbe riuscito a prendere una specialità culinaria da ogni parte del paese. Il duo riesce nell’impresa prendendo il prosciutto di Lutezia, le sciocchezze di Camaracum, il vino di Durocortorum, le salsicce di Tolosa, il salame di Lugdunum, insalata nizzarda, Bouillabaisse di Massilia, le ostriche e il vino di Burdigala e infine la “castagna” del villaggio degli irriducibili. (fonte: wikipedia)

Cosa c’entra Asterix con le bocce? Ma è ovvio: lungo il suo giro della Gallia il prode Asterix non può non incontrare degli accaniti giocatori di petanque!!!

Potete trovare qui l’albo edito in Italia dalla Mondadori.

26/07/2010 at 11:00 Lascia un commento

Il libro del mese: Il clan dei Mahè

George Simenon, prolifico e quantomai controverso scrittore di origine belga, a cui si deve la creazione di uno dei più famosi ispettori della storia della letteratura, Jules Maigret, nel suo “Il Clan dei Mahè“, romanzo psicologico scritto nel 1945,  disegna un ritratto critico e ironico della tipica famiglia borghese della provincia francese in vacanza sull’isola di Porquerolles.

Francois Mahé, il protagonista, ha trentacinque anni ed è un affermato medico di una cittadina di provincia del profondo nord francese. Benestante, stimato, perfettamente inserito nella società e nella vita. In vacanza sull’isola di Porquellores, le sue certezze cominceranno a vacillare e,  piano piano,  il dottore si renderà conto che la sua vita è frutto di scelte fatte sempre da altri, soprattutto dalla madre.

Maestro nella descrizione di ambienti e situazioni, Simenon ci porta sulla Place d’Armes in mezzo ai giocatori di petanque. C’è una brezza calda che spira da sud  e le nostre dita, strette attorno a un bicchiere di pastis, sono umide.


Come finirà la partita in cui il dottor Mahè si gioca la vita? Vi invitiamo a scoprirlo leggendo questo libro. Lo potete comprare qui sul sito di webster o prendere in prestito in biblioteca.

14/05/2010 at 11:25 Lascia un commento

Il libro del mese: La rivolta delle periferie

Qualche anno fa la casa editrice Bruno Mondadori ha dato alle stampe un’interessante studio dedicato ai conflitti urbani delle banlieu francesi, all’immigrazione, alla “segregazione” spaziale e raziale. Si intitola “La rivolta delle periferie. Precarietà urbana e protesta giovanile: il caso francese” e lo hanno curato Hugues Lagrange (sociologo, è ricercatore all’OSC (Observatoire sociologique du changement, CNRS-Sciences Po). Fra i suoi principali interessi di ricerca la criminalità, l’insicurezza e la delinquenza. Ha pubblicato diversi saggi anche sulla sessualità e sulla devianza fra i giovani) e Marco Oberti (sociologo, è ricercatore all’OSC e insegna all’Institut d’études politiques di Parigi. Fra i suoi principali interessi di ricerca la segregazione urbana e scolastica e, più complessivamente, le diseguaglianze e le classi sociali nei contesti urbani).

Nella quarta di copertina leggiamo che “mediante una dettagliata analisi sociale degli eventi attraverso temi come il multiculturalismo, la segregazione, la precarietà e le diseguaglianze intergenerazionali, La rivolta delle periferie affronta questioni scottanti, confrontando il caso francese con la situazione italiana e tracciando possibili vie d’uscita atte a pensare nuove forme di solidarietà trasversali e a difendere la città come spazio di integrazione e di mixité sociale.”

E a pagina 41 gli autori chiamano inaspettatamente in causa il mondo delle bocce. “Certo, il 2 novembre ci sono già auto bruciate e scontri con la polizia nella città di Ousse – des – Bois à Pau, particolarmente connotata in termini etnici, dove il lancio di pietre e l’incendio del commissariato nel 2003 hanno in seguito suscitato tensioni costanti fra i giovani e la polizia e dove un processo è ancora in corso. Le sommosse si estendono nelle città di Provincia il 5 novembre. Gli incendi e gli scontri con la polizia sono spettacolari nel quartiere della Madeleine a Evreux e la violenza dei lanci di sassi e di bocce da petanque sorprende le forze dell’ordine.”

Partendo da queste bocce da petanque scagliate per rivendicare identità e diritti e dal caso francese più in generale, vorremmo proporvi una riflessione sul disagio e l’insicurezza sociale vissuti in molte delle nostre città. Le bocce e i bocciodromi potrebbero diventare uno strumento e uno spazio utile di inclusione sociale anche per i migranti? O lo sono già?

11/04/2010 at 16:10 Lascia un commento

Il libro del mese: L’uomo dalle dita blu

Eccoci alla metà, ormai superata, del mese di marzo. Il libro che vi consigliamo stavolta è il romanzo giallo “L’uomo dalle dita blu. Vacanze a La Baule per Mary Lester“. L’autore è l’editore bretone Jean Failler che ha narrato in venticinque episodi, pubblicati in Italia da Robin nella collana “I luoghi del delitto“, le avventure del giovane commissario Mary Lester, personaggio di culto in Francia, fin dai suoi esordi in polizia.

In questo episodio Mary Lester passerà delle insolite vacanze a La Baule. Leggiamo dalla sinossi che “il capo della polizia di Nantes le ha chiesto di infiltrarsi tra i soci di un club privato di golf in cui pare avvengano loschi traffici. Ed ecco l’ispettrice Lester diventare, di malavoglia, una novella golfista. Il difficile incarico permette tuttavia molte distrazioni: passare per una studentessa, giocare su uno dei più prestigiosi campi da golf di Francia e Navarra e abbronzarsi sulla spiaggia più bella d’Europa. Ma c’è una cosa cui Mary Lester non ha saputo rinunciare: indagare sulla morte di Victoire Leblond, avvenuta alla buca numero sette, che alla detective non sembra poi così naturale. E come può «l’uomo dalle dita blu», tre mesi dopo la sua morte fare ancora delle vittime al circolo di golf?

Golf e bocce? Sorpresi? Anche noi, quando a pagina 108 ci siamo imbattuti in questo dialogo:

- Mah,  – fece lei, – ci sono talmente tante cose da fare nella vita… Giocare a bocce, pescare con la fiocina, fare acquerelli…
Di nuovo lui fece quella smorfia che gli faceva sporgere la bocca di buoni tre centrimetri:
- Mi ci vede a fare acquerelli?
Lei scoppiò a ridere:
- No, ma a bocce se la dovrebbe cavare! Lo sa al sud come chiamano il golf? No? Beh, lo chiamano “il gioco delle bocce per ricchi“. Con il loro accento, ovviamente.

Una lettura un po’ più “leggera” rispetto all’ultima che vi avevamo consigliato. Prendetelo come un consiglio per le prossime vacanze di Pasqua… da trascorrere, magari, proprio nella Bretagna del delitto!

21/03/2010 at 13:39 Lascia un commento

Il libro del mese: La banalità del male

Il libro che vi segnaliamo questo mese è un libro “pesante”. E’ un libro di storia, di quella Storia con la S maiuscola che ci fa riflettere, ci fa dubitare, ci spinge a chiederci quale sia la reale natura dell’uomo e “fino a che punto” possa arrivare. Parliamo di “La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme” di Hannah Arendt. Pubblicato nel 1963, questo libro raccoglie le corrispondenze inviate dalla filosofa tedesca al New Yorker, rivista per la quale seguì il processo a Adolf Eichmann. “Otto Adolf Eichmann, figlio di Karl Adolf e di Maria Schefferling, catturato in un sobborgo di Buenos Aires la sera dell’11 maggio 1960, trasportato in Israele nove giorni dopo e tradotto dinanzi al Tribunale distrettuale di Gerusalemme l’11 aprile 1961, doveva rispondere di 15 imputazioni. Aveva commesso, in concorso con altri, crimini contro il popolo ebraico e numerosi crimini di guerra sotto il regime nazista. L’autrice assiste al dibattimento in aula e negli articoli scritti per il “New Yorker”, sviscera i problemi morali, politici e giuridici che stanno dietro il caso Eichmann. Il Male che Eichmann incarna appare nella Arendt “banale”, e perciò tanto più terribile, perché i suoi servitori sono grigi burocrati.”

Abbiamo pensato di proporvi questo libro perché un passo a pagina 89 ci ha colpito molto. E chiama in causa il “nostro” mondo: “Durante l’istruttoria, qualche giorno più tardi, egli accennò di un viaggio a Bratislava, in Slovacchia: si trovava lì proprio quando Heydrich fu assassinato. Ma l’unica cosa che ricordò fu di essere stato ospite di Sano Mach, ministro degli interni del governo fantoccio slovacco. (…) Se ne ricordò perché era un onore eccezionale, per lui, essere trattato da pari a pari da un ministro. Mach, a suo giudizio, era un individuo simpatico, alla mano e l’aveva invitato a giocare a bocce. Davvero a Bratislava, mentre la guerra infuriava, Eichmann non aveva altro da fare che giocare a bocce col ministro degli interni? No, non aveva proprio altro da fare e ricordava benissimo come aveva giocato e brindato poco prima che arrivasse la notizia dell’attentato a Heydrich.” Eichmann era stato inviato a Bratislava per gestire la deportazione degli ebrei slovacchi. “Evacuare e deportare gli ebrei era ormai un lavoro comune, per lui, e le cose che si erano impresse nella sua mente erano il gioco delle bocce, il fatto di essere stato ospite di un ministro, la notizia dell’attentato a Heydrich. Ed è significativo che egli non riuscì assolutamente a ricordare in quale anno cadde quel giorno, il memorabile giorno in cui “il carnefice” fu soppresso dai patrioti cecoslovacchi”.

Come può “il Male” condividere i miei stessi gusti? Che, forse, il “Male” mi assomigli più di quello che penso? Sembrano domande banali…

Il libro, un classico della riflessione sulla shoah, lo potete trovare nella biblioteca più vicina oppure qui sul sito della Feltrinelli.

17/02/2010 at 13:59 Lascia un commento

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La storia

Le prime tracce di un'attività ludica con le bocce possono essere fatte risalire al 7000 a.C., se si ritiene fossero impiegate per un gioco le sfere in pietra rinvenute nel 1961 nella città neolitica di Catal Huyuk in Turchia, che mostrano segni di rotolamento su un terreno accidentato; di esse peraltro l'archeologo inglese James Mellaart ipotizzò un utilizzo a scopo religioso. Più documentata è la pratica nell'Antico Egitto: pitture murali e geroglifici attestano che gli egizi erano soliti giocare con sassi arrotondati. Indizi ancora più chiari si trovano per la Grecia: già Omero racconta nell'Iliade che, davanti alle mura di Troia, Achille e i suoi compagni nelle ore di ozio facevano rotolare piccole sfere di pietra; nell'età classica il gioco era diffuso in tutta l'Ellade, praticato con pietre o piastrelle. (continuate a leggere su Enciclopedia Sport Treccani http://www.treccani.it/enciclopedia/bocce_%28Enciclopedia-dello-Sport%29/)

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Le bocce: fra esercizio fisico e benessere mentale (Adnkronos)

Flessibilità, equilibrio, elasticità e concentrazione. Sono le qualità che si richiedono a un vero giocatore di bocce. Questa disciplina, negli ultimi anni, ha coinvolto sempre più appassionati disposti a divertirsi sull’erba, sulle aie, sulle spiagge o sui campi regolamentari. Dai bambini fino a agli overAnta se ne parla come di uno sport in grado di esercizio fisico e benessere mentale. Fare movimento senza forzare i muscoli, camminare, fare flessioni e allenare le articolazioni. Le bocce, per i benefici fisici in grado di dare, sono simili alla ginnastica dolce che dona elasticità alle ossa e migliora la circolazione. Le bocce prevedono diversi tipi di giocate, lancio di avvicinamento e lancio di bocciata, e alcune varianti. Raffa, pentaque e volo sono le più conosciute e per ognuna esiste un regolamento preciso, disponibile sul sito ufficiale della Federazione italiana bocce. Lanciare la propria palla avvicinandola al pallino, oppure tentare di allontanare quella dell’avversario però, è sempre questione di concentrazione e conoscenza di se stessi. Sul campo poi ci si confronta continuamente con gli avversari e socializzare è naturale. Dallo scherzo alla discussione, il dialogo è costante. Giocare a bocce dunque fa bene al corpo e anche alla mente.

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