Archive for marzo, 2010

Facce da bocce. Sorrisi, parole e giochi nella lunga giornata FIB a Coverciano

Si conclude con soddisfazione per la Federazione il progetto “Le bocce, un futuro di ricordi”

“Dovreste vedere le nostre facce / quando giochiamo alle bocce” dice la piccola Lara Panicucci nella sua filastrocca dedicata alle bocce. Avreste dovuto davvero vedere le loro facce ieri 27 Marzo 2010 al Museo del Calcio di Coverciano in occasione della giornata conclusiva del progetto “Le bocce, un futuro di ricordi”: più di 130 bambini accompagnati da nonni e genitori hanno riempito con le loro grida e i loro sorrisi le aree gioco organizzate dalla Federazione Italiana Bocce, Comitato Regionale Toscana. Un grande successo per istruttori e insegnanti, un momento di sport e di festa, di condivisione di valori positivi e di scambio generazionale. Il torneo di giochi di bocce è stato dominato da Sesto Fiorentino che ha vinto nella categoria “Coppie”,  grazie alla performance di Francesca Raffaelli della V A della scuola “Giovanni Pascoli” che gareggiava in coppia con suo padre, e anche nelle categorie dedicate a “Scuola” e “Società Bocciofile”, mentre il premio per il miglior diario è andato a Prato con Niccolò De Marzo della Classe V A della “Scuola Carlo Alberto dalla Chiesa“. “Caro diario, come al solito aspettavo con frenesia questo Venerdì, ma purtroppo non ci avevano ancora detto che lo scorso incontro era l’ultima lezione. Il signor Luciano però è venuto lo stesso a scuola per ricordarci che il 20 c’era la festa al bocciodromo. Allora, come un cane che aspetta il padrone, io ho aspettato il 20 febbraio.” Pagine semplici, spontanee e appassionate quelle di Niccolò. Pagine che hanno convinto la giuria ad assegnargli il primo premio: un set gioco bocce, una enciclopedia del gioco delle bocce e la tessera nominale della Federazione Italiana Bocce. Un pungolo, uno stimolo a coltivare questa passione sportiva.

Grandi personalità dello sport non hanno voluto mancare questo evento: il dottor Fino Fini, che ha raccontato a bimbi e genitori gli aneddoti che si nascondono dietro i pezzi più pregiati del Museo del Calcio, Alfredo Martini, ciclista e commissario tecnico della Nazionale di ciclismo, Audrey Alloh, promessa dell’atletica italiana, Marco Marchi, storico terzino della Fiorentina, e Maurizio Marchesini, consigliere regionale federciclismo. Alla premiazione del concorso diaristico sono intervenuti anche Paolo Ignesti, presidente CONI Regionale Toscana, Eugenio Giani, presidente CONI Provinciale di Firenze, Pierluigi Parrini, Quartiere 2, Gabriella Bruschi, Assessorato allo Sport del Comune di Sesto Fiorentino e Leandro Consumi, “il babbo” dei Gormiti.

“Siamo stanchi, ma felici”, afferma a caldo il presidente Giancarlo Gosti. “Tanti bimbi che rotolano le bocce sull’erba è una festa per tutti. Un luogo prestigioso, personalità del mondo dello sport, ragazzi e familiari tutti entusiasti di una proposta così particolare. Le bocce sono una grande passione e questo progetto ha dimostrato che con un po’ di fantasia e una “grande squadra” si possono coinvolgere adulti e bambini nel futuro dello sport più antico del mondo.”

29/03/2010 at 11:00 Lascia un commento

Le bocce al muro, fra concerti e editoria

Il nostro manifesto della giornata conclusiva del progetto Le bocce un futuro di ricordi, curato dal grafico Dario Barbaria, è affisso in giro per Firenze. Qui lo troviamo fra il concerto del Teatro degli Orrori al Viper, quello dei Linea 77 alla Flog e il corso sull’editoria della Cooperativa Scuola Lavoro. Le bocce, il noise rock, l’alternative metal e i libri. Che “brodo di cultura”!!!

26/03/2010 at 23:14 Lascia un commento

Repubblica.it e il mistero delle sfere del Costa Rica

Repubblica.it segnala il caso delle misteriose palle del Costa Rica. “Sfere in pietra perfette, tutte di dimensioni diverse che possono arrivare a pesare fino a 16 tonnellate con un diametro di due metri, rinvenute a partire dal 1930 nella regione del delta del Diquis, in Costa Rica. Rese celebri dalla sequenza iniziale del film “I predatori dell’arca perduta“, nella quale appaiono, “las bolas” rappresentano un vero mistero per gli studiosi che da anni cercano di capire la loro origine. Le più antiche potrebbero risalire intorno al 600 d. C. e tra le teorie più disparate c’è chi le associa alla scomparsa di Atlantide. Ora l’Unesco vorrebbe farle diventare Patrimonio dell’umanità e l’antropologo americano John Hoopes, dell’università del Kansas, è stato assegnato alla studio della loro conservazione e del loro valore. “Non sappiamo perché furono costruite – spiega Hoopes – chi le fece non lasciò nessun documento scritto. Abbiamo solo dati archeologici che permettono di ricostruire il contesto, la cultura e le persone che le crearono si estinsero poco dopo la conquista spagnola”

Un suggerimento: nessuno ha preso in considerazione che gli abitanti del Costa Rica del 600 d. C. fossero dei grandi bocciofili???

25/03/2010 at 13:49 Lascia un commento

Le bocce, un futuro di ricordi. COME ARRIVARE

Vi ricordiamo che la giornata conclusiva del progetto “Le bocce, un futuro di ricordi” in programma per sabato 27 Marzo avrà luogo presso il Museo del Calcio di Coverciano a Firenze.

Ecco le indicazioni su come arrivare, cliccate sulla mappa:

Il Museo si trova nell’area del Centro Tecnico Federale di Coverciano. Ha un suo ingresso sul Viale Aldo Palazzeschi n° 20 (prolungamento del Viale Verga).

IN AUTO: percorrendo l’autostrada A1, sia in direzione Nord sia Sud, uscire al casello Firenze Sud, seguire le indicazioni Centro Tecnico Federale (CTF) Museo del Calcio (circa 4 Km. dall’uscita autostradale).

IN TRENO: dalla stazione di Firenze Santa Maria Novella il Museo è raggiungibile in taxi (circa 20 minuti il percorso) o tramite autobus (linea 17 verso Campo di Marte) penultima fermata prima del capolinea di Viale Verga.

http://www.museodelcalcio.it/

22/03/2010 at 12:43 Lascia un commento

Il libro del mese: L’uomo dalle dita blu

Eccoci alla metà, ormai superata, del mese di marzo. Il libro che vi consigliamo stavolta è il romanzo giallo “L’uomo dalle dita blu. Vacanze a La Baule per Mary Lester“. L’autore è l’editore bretone Jean Failler che ha narrato in venticinque episodi, pubblicati in Italia da Robin nella collana “I luoghi del delitto“, le avventure del giovane commissario Mary Lester, personaggio di culto in Francia, fin dai suoi esordi in polizia.

In questo episodio Mary Lester passerà delle insolite vacanze a La Baule. Leggiamo dalla sinossi che “il capo della polizia di Nantes le ha chiesto di infiltrarsi tra i soci di un club privato di golf in cui pare avvengano loschi traffici. Ed ecco l’ispettrice Lester diventare, di malavoglia, una novella golfista. Il difficile incarico permette tuttavia molte distrazioni: passare per una studentessa, giocare su uno dei più prestigiosi campi da golf di Francia e Navarra e abbronzarsi sulla spiaggia più bella d’Europa. Ma c’è una cosa cui Mary Lester non ha saputo rinunciare: indagare sulla morte di Victoire Leblond, avvenuta alla buca numero sette, che alla detective non sembra poi così naturale. E come può «l’uomo dalle dita blu», tre mesi dopo la sua morte fare ancora delle vittime al circolo di golf?

Golf e bocce? Sorpresi? Anche noi, quando a pagina 108 ci siamo imbattuti in questo dialogo:

- Mah,  – fece lei, – ci sono talmente tante cose da fare nella vita… Giocare a bocce, pescare con la fiocina, fare acquerelli…
Di nuovo lui fece quella smorfia che gli faceva sporgere la bocca di buoni tre centrimetri:
- Mi ci vede a fare acquerelli?
Lei scoppiò a ridere:
- No, ma a bocce se la dovrebbe cavare! Lo sa al sud come chiamano il golf? No? Beh, lo chiamano “il gioco delle bocce per ricchi“. Con il loro accento, ovviamente.

Una lettura un po’ più “leggera” rispetto all’ultima che vi avevamo consigliato. Prendetelo come un consiglio per le prossime vacanze di Pasqua… da trascorrere, magari, proprio nella Bretagna del delitto!

21/03/2010 at 13:39 Lascia un commento

Un diario di giochi e parole: ecco i vincitori!

La Commissione di valutazione dei diari partecipanti al concorso “Un diario di giochi e parole”, abbinato al progetto “Le bocce un futuro di ricordi”, riunitasi in prima seduta il 2 Marzo 2010 e in seconda il 9 Marzo 2010 proclama vincitore del concorso

PRIMO PREMIO “UN DIARIO DI GIOCHI E PAROLE”

Nome e Cognome NICCOLO’ DE MARZO
Classe V A
Scuola CARLO ALBERTO DALLA CHIESA
Comune PRATO

La Commissione vista la straordinaria ricchezza degli elaborati pervenuti segnala, inoltre, come meritevoli i diari di:

PREMIO FILASTROCCA
LARA PANICUCCI – V B – SCUOLA CARLO COLLODI – CECINA (LI)

PREMIO SLOGAN
GAETANO D’ALBERTI V B – SCUOLA CARLO COLLODI – CECINA (LI)

PREMIO IDEA
LUCREZIA LUCCI V A – SCUOLA GIOVANNI PASCOLI – SESTO FIORENTINO (FI)

PREMIO SCRITTURA CREATIVA
LORENZO CALZINI – IVB – SCUOLA GIROLAMO MANCINI – CORTONA (AR)

PREMIO CREATIVITA’
LORENZO BONIFAZI – VB – SCUOLA CARLO ALBERTO DALLA CHIESA – PRATO

A PARIMERITO CON

ALEXANDRA IPATE – VA – SCUOLA CARLO ALBERTO DALLA CHIESA – PRATO

PREMIO BOCCE NEL MONDO
PING PING HU – VB – SCUOLA CARLO ALBERTO DALLA CHIESA – PRATO

PREMIO BOCCE NEL PASSATO
MARGHERITA PINCETI – IV B – SCUOLA GIROLAMO MANCINI – CORTONA (AR)

PREMIO BOCCE NEL FUTURO
LISA BERNINI – V A – SCUOLA MASSIMO D’AZEGLIO – MASSAROSA (LU)

Si ricorda che, come da regolamento del concorso, il primo premio che prevede il viaggio a Firenze in occasione della giornata conclusiva per il 27 Marzo p.v. presso il Museo del Calcio di Coverciano (Firenze) è esteso a tutta la classe del vincitore ed è a carico della Federazione Italiana Bocce, Comitato Regionale Toscana.

Per tutti gli altri premiati è prevista la consegna di un premio in occasione della stessa giornata conclusiva e il viaggio, a loro carico, sarà organizzato in collaborazione con la Società Bocciofila di riferimento.

15/03/2010 at 02:34 Lascia un commento

Le bocce al cinema: Marcel Pagnol

Marcel Pagnol è stato un grande attore, regista, scrittore e drammaturgo francese. Oggi vi presentiamo una scena tratta da “Fanny”, un film di Marc Allegret del 1932, tratto proprio da una piece di Pagnol. Il film fa parte della cosiddetta “trilogia marsigliese” e nel sud della Francia, bhe, sappiamo tutti quale priorità abbiano le bocce …

11/03/2010 at 00:40 1 commento


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La storia

Le prime tracce di un'attività ludica con le bocce possono essere fatte risalire al 7000 a.C., se si ritiene fossero impiegate per un gioco le sfere in pietra rinvenute nel 1961 nella città neolitica di Catal Huyuk in Turchia, che mostrano segni di rotolamento su un terreno accidentato; di esse peraltro l'archeologo inglese James Mellaart ipotizzò un utilizzo a scopo religioso. Più documentata è la pratica nell'Antico Egitto: pitture murali e geroglifici attestano che gli egizi erano soliti giocare con sassi arrotondati. Indizi ancora più chiari si trovano per la Grecia: già Omero racconta nell'Iliade che, davanti alle mura di Troia, Achille e i suoi compagni nelle ore di ozio facevano rotolare piccole sfere di pietra; nell'età classica il gioco era diffuso in tutta l'Ellade, praticato con pietre o piastrelle. (continuate a leggere su Enciclopedia Sport Treccani http://www.treccani.it/enciclopedia/bocce_%28Enciclopedia-dello-Sport%29/)

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Le bocce: fra esercizio fisico e benessere mentale (Adnkronos)

Flessibilità, equilibrio, elasticità e concentrazione. Sono le qualità che si richiedono a un vero giocatore di bocce. Questa disciplina, negli ultimi anni, ha coinvolto sempre più appassionati disposti a divertirsi sull’erba, sulle aie, sulle spiagge o sui campi regolamentari. Dai bambini fino a agli overAnta se ne parla come di uno sport in grado di esercizio fisico e benessere mentale. Fare movimento senza forzare i muscoli, camminare, fare flessioni e allenare le articolazioni. Le bocce, per i benefici fisici in grado di dare, sono simili alla ginnastica dolce che dona elasticità alle ossa e migliora la circolazione. Le bocce prevedono diversi tipi di giocate, lancio di avvicinamento e lancio di bocciata, e alcune varianti. Raffa, pentaque e volo sono le più conosciute e per ognuna esiste un regolamento preciso, disponibile sul sito ufficiale della Federazione italiana bocce. Lanciare la propria palla avvicinandola al pallino, oppure tentare di allontanare quella dell’avversario però, è sempre questione di concentrazione e conoscenza di se stessi. Sul campo poi ci si confronta continuamente con gli avversari e socializzare è naturale. Dallo scherzo alla discussione, il dialogo è costante. Giocare a bocce dunque fa bene al corpo e anche alla mente.

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